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Metti una sera a cena... con Montesquieu

6 minuti

Ho sempre desiderato la macchina del tempo. Non quella di Cecchi Paone. No! La macchina del tempo, quella vera, tecnicamente e meccanicamente perfetta e funzionante. L'ho trovata nell'uovo di Pasqua e mi sto divertendo. Non sono uscito di senno, nonostante "il secolo".
Fatemi scherzare! Che bella l'ironia... e perché mai dovrebbe guastare nell'attesa del Risorto e del bel tempo?
Lo dico subito, sarò sarcastico e soprattutto fantasioso. Che ci importa? Tanto c'è lo spread! Orbene, tra gli innumerevoli appuntamenti dell'Onorevole Bersani, si dice che abbia consultato -o stia per farlo- anche Batman, perciò ho pensato che avrei potuto incrociarlo in Vicolo Rosini. Sì! Dal “Cavalier Gino”, proprio dietro Montecitorio.
Ero a cena lì l'altra sera e mi sono detto: "Non sai mai... magari viene a farsi un primo!".

Gli avrei presentato il mio ospite fresco fresco di ritorno dalla Germania, l'amico Charles. Non un generico Charles. Il mio illustre amico Charles Louis de Secondat, barone di Montesquieu; ma esige che lo chiami Charles. Immaginate? Immaginate Bersani e Montesquieu seduti a cena insieme davanti ad un piatto di tonnarelli cacio e pepe? Purtroppo, il Presidente incaricato non si è visto. Quindi, abbiamo iniziato a degustare i nostri piatti. Palato fine, l'amico Charles. Abituato al Foie gras de Strasbourg, al Choucroute, al Civet de lièvre, ma era mio ospite e quindi daje con i carciofi e coda alla vaccinara. Abbiamo solo mangiato, discusso dei vecchi tempi e di belle donne? Ma scherziamo? Certo che no! Ha lasciato parlare quasi sempre me, limitandosi ad annuire ed intervallando ogni tanto con una imprecazione o smorfia di stupore.

Esordisco prendendo spunto dalla sua sapiente dottrina e vado di citazione in citazione: “La tirannia di un principe in un'oligarchia non è pericolosa per il bene pubblico quanto l'apatia del cittadino in una democrazia”. Bene! Aggiungo, l'Italiano non è stato apatico. Alle ultime consultazioni politiche, nonostante i pronostici infausti dei sondaggisti, è andato alle urne ed ha votato. Eccome se ha votato, tanto che siamo passati dalla stalla allo stallo.
E proseguo: “Poiché, in uno Stato libero, qualunque individuo che si presume abbia lo spirito libero deve governarsi da sé medesimo, bisognerebbe che il corpo del popolo avesse il potere legislativo. Ma siccome ciò è impossibile nei grandi Stati, e soggetto a molti inconvenienti nei piccoli, bisogna che il popolo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti tutto quello che non può fare da sé”. Ottimo! Ma nell'ultimo anno e mezzo siamo stati amministrati da un Governo non eletto dai cittadini. Tecnico! Deciso da Re Giorgio. Un governo imbarazzante, composto da Baroni, Massoni e Pavidi.

Ops! Magra figura! Preso dall'impeto ho dimenticato che Charles è stato tra i fondatori della Loggia Parigina nel lontano 1725. Altri tempi e altri "grembiuli". Che Signore! Non ha battuto ciglio. Proseguo: “Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati.”. Giunto alla sintesi della dottrina della separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), Charles ha un sussulto. Chiaro, no? È il minimo. Infatti l'Italia sembra aver dimenticato da tempo la giustezza di questo principio. Nel Belpaese ha preso piede uno strano e mostruoso meccanismo di inversione.
Una  torsione della Democrazia e della Ragione per cui la magistratura si arroga un potere che non ha e commette una sterzata pericolosa facendosi “corpo delle leggi” piuttosto che “bocca delle leggi”. Una magistratura “politicizzata” ed una politica “giuridicizzata”, come osserva Ostellino sul Corriere della Sera. Purtroppo si disattende la lezione elettorale, che ha confinato Di Pietro nell'orto di Montenero e Ingroia tra le nevi di Aosta, se poi la seconda carica della Repubblica è un Magistrato. Mi spiace, ma non dirò di Grasso ex-magistrato; non riesco, come non riesco, allo stesso modo, a dire ex-prete.

Per me, vale lo stesso adagio del sacerdozio: “Sacerdos in aeterno”. Essere magistrato: quale vocazione, e non solo come professione! Come l'ultimo prete, dell'ultima parrocchia, della periferia di Eboli. Però, una giustizia che fa politica non rende servizio allo Stato, non opera un buon lavoro, dilata spazi e tempi sulla pelle del cittadino... e qui il Barone mi regala una sua semplice perla: “Giustizia ritardata è giustizia negata”.
Arrivati al dessert, ho strappato un sorriso all'amico dicendogli che da buon italiano e da sgranocchiatore di bocconi amari, visti i tempi, è lecito desiderare dosi abbondanti di crema chantilly.

Che peccato, non avere avuto ospite Bersani. Avrebbe gradito i piatti e rinverdito i suoi studi filosofici. Avrebbe fatto la parte dell'illuminato progressista, quello non attaccato alla "cadrega". Avrebbe cercato di ingannare un francese e smacchiare un connazionale. Certo Pigi è di compagnia, ti fa sganasciare dal ridere. Magari avrebbe anche pagato il conto.
Come dice l'amico Montesquieu: “Ho sempre constatato che, per riuscire nel mondo, bisogna avere l'aria folle ed essere saggi”. No! Non è il ritratto di Bersani. Forse è la maschera di Grillo. E se avessimo avuto il genovese al nostro tavolo? Mistero glorioso! Sicuramente non avrebbe pagato il conto. Buona Pasqua di Resurrezione!          





 

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Commenti

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Grembiulini. Grembiulini. Grembiulini. MMMmmm. Altro grande pezzo del prof D'Egidio.

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Mah! Che la responsabilità della torsione della democrazia stia nella magistratura politicizzata è un concetto quanto meno parziale. La divisione dei poteri significa anche che il consenso elettorale non ti dá il potere di fare tutto.
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Caro Professore ma come si permette? Il Presidente Monti è la nostra unica risorsa. io vedrei bene un Monti bis. Unica possibilità per salvarci. Chiaro?
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Lei è quasi più ego riferito e montato di Falconi & Francia.
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il savoiardo naturale, detto re giorgio, ha colpito ancora ! ha noninato ,sempre a nostre spese, i (10) savi , quelli dei protocolli - dopo il maggiordomo antitaliano monti- . questa volta sua maestà li ha scelti , equamente, tra le due logge dominanti (colà le donne non sono ammesse), nel tentativo di riprovarci dopo 100 anni. sicuramente anche questi sono una bufala (!?!?)......... ma molto molto pericolosa.....elles nous blessent toutes...la dernièr tue.