Salta al contenuto principale

Chi pagherà i danni del licenziamento della d.ssa Anna Capponi?

3 minuti

Chi ha sbagliato... pagherà?
Si legge dalla sentenza della d.ssa Pietropaolo che ha accolto il ricorso della vigilessa Anna Capponi, licenziata dopo aver denunciato il Comandante del Corpo della Polizia Locale del comune di Teramo, che l'ente locale pagherà 5 262 euro più il rimborso delle spese generale, più gli stipendi arretrati dal giorno del licenziamento al giorno del reintegro.
Il sindaco Brucchi ha intenzione di fare appello e quindi far correre il rischio all'Ente di pagare altre spese o di incaricare il Segretario Generale di avviare un procedimento finalizzato all'individuazione delle responsabilità commesse, soprattutto per l'accertamento del danno patrimoniale arrecato al comune di Teramo?
Come si può licenziare un dipendente che ha denunciato un suo superiore?
Rimane una conseguenza di legge l'annullamento per licenziamento ritorsivo.
Senza contare l'illegittimità per difetto di giusta causa e le contestazioni attinenti alla tempestività.
I dirigenti che hanno composto la commissione disciplinare saranno premiati a fine anno?
Come saranno valutati dal nucleo di valutazione?
Il giuslavorista G.C.M.D. G. scrive" In aggiunta alle argomentazioni fornite dal Giudice in sede di sentenza ritengo meritevole di approfondimento in ordine ad un ulteriore profilo legale, quello, cioè, fornito dalla legge n. 190/2012 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", in particolare il comma 51 che ha previsto l'inserimento  dell'art. 54-bis.  al D.lgs. n.165/2001 e s.m.i. concernente la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. 

La nuova disciplina prevede una particolare tutela in favore del pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui abbia saputo in ragione del rapporto di lavoro. 

È ribadito che il dipendente non può essere sanzionato licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetto sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente ovviamente fuori dai casi di calunnia e/o diffamazione. 

La norma ha la finalità di tutelare i dipendenti pubblici che denunciano illeciti alle autorità competenti o ai propri superiori gerarchici, mentre la tutela è assicurata mediante il divieto di rivelare il nome del denunciante, mediante la sottrazione della nota contenente la denuncia all’accesso e mediante il divieto di sanzionare, licenziare e sottoporre a misure discriminatorie il denunciante.  

Anna Capponi ha incaricato a sua difesa la criminologa Dott.ssa Roberta Bruzzone e la sua squadra, gli avvocati GASPERINI Serena A. e Daniele Fabrizi ed il consulente informatico Simone Bonifazi, oltre a due periti esterni, l'arch. Marco ROSSI e il perito calligrafo Sara Re, e la Do.ssa Emanuela Torbidone...

e non finisce qui...

Commenta

Commenti

|
SPERIAMO CHE QUALCUNO PAGHI SIA IN MONETA CHE IN PENALE, IN QUESTI CASI CI VORREBBE CHI SBAGLIA PAGA, BASTA ANDARE SUL SITO DEL COMUNE E' VEDERE QUANTE CAUSE PERDE IL COMUNE NON SAREBBE MEGLIO METTERSI D'ACCORDO INVECE DI PAGARE DI PIU', ALLORA CHI HA SBAGLIATO PAGHI ???????????????????????????????????????????????????????????????????'
|
Chiunque pagherà', avrà' l'obbligo morale di licenziare i responsabili del licenziamento per ritorsione. Se ammettono le ritorsioni devono assaporarle di persona.