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Teramo da Papa Francesco

di Maria Cristina Marroni
3 minuti

C’è nell’uomo il desiderio di dilatare il proprio io sino a valicare l’esperienza sensibile. C’è la pretesa di sostituirsi al divino, proponendosi come piccola, blasfema divinità terrena. Nel Romanticismo tedesco con la parola “Streben” si definisce l’ansia di agire, la tensione inquieta per mete sempre alternative, l’insoddisfazione per quanto realizzato e l’idea dell’autosuperamento. “Solo attraverso l’attività l’uomo si afferma” dirà Faust a Mefistofele. Mefistofele promette a Faust l’eternità attraverso l’affermazione dell’impossibile come possibile.
Esiste però una diversa modalità per l’affermazione di un’umanità grande, potente e forte. L’uomo può divenire speculum dei attraverso la carità.

Nelle parole di Papa Francesco, che ieri ci ha accolto con affabilità, è risuonato forte il richiamo all’amore. Nella lingua greca c’erano tre parole per esprimere il concetto di amore: “philìa” , ovvero la comunanza di interessi, di ideali o di esperienze, o l’affinità di carattere; “eros”, ovvero la passione e il desiderio bruciante,  che conducono un uomo e una donna a scegliersi e legare le proprie vite; “agape”, ovvero il sentimento gratuito, non condizionato dall’amabilità del destinatario o dalla ricompensa che se ne potrà trarre.

Per definire l’amore cristiano, reso visibile nella storia con l’incarnazione di Cristo, si scelse l’amore “agape”, la cui principale caratteristica è la gratuità.  La parola greca per esprimere la grazia/gratuità è “charis”, tradotta in latino con “caritas” . L’”agape” diventa allora la caritas.
“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”(San Paolo).
La carità ci permette di riconoscerci come comunità. Ci dona la tolleranza e la comprensione per l’altro, dal quale nessuna gerarchia ci distingue. Ci insegna la generosità. Rende la nostra vita specchio della fede.

Ogni incontro con Cristo che nei sacramenti ci dona la salvezza ci invita ad andare e comunicare agli altri una salvezza che abbiamo potuto vedere, toccare, incontrare, accogliere e che è davvero credibile, perché è amore”.
Assai toccante la preghiera corale e il minuto di silenzio che il Papa ha chiesto per Noemi, una bambina di sedici mesi affetta da atrofia muscolare spinale.

Solo attraverso la carità, l’uomo si afferma. Amate gratuitamente: questo il messaggio di Papa Francesco per i pellegrini, fra cui numerosi provenienti dalla Diocesi Teramo-Atri. Anziani, adulti e bambini. Tutti stanchi ma pieni di buoni propositi. Almeno per un giorno.
Esiste necessariamente una morale senza Dio, purtroppo è difficile rintracciare negli esempi quotidiani anche una morale con Dio.


 

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Commenti

Della serie "trova le differenze"
articolo stupendo che ci aiuta a comprendere appieno il messaggio d'amore che questo straordinario papa annuncia al mondo intero. Sarebbe auspicabile che ognuno di noi nella vita di tutti i giorni facessimo tesoro di questo messaggio aprendo il nostro cuore all'amore alla comprensione, all''umilta', al rispetto per il prossimo, alla solidarieta' alla carita' . In ognuno noi dimora il bene e il male in perenne lotta, e il male in questa societa' vince sul bene confinandolo, sconfiggendolo. Facciamo tesoro di questa grande energia che papa Francesco ci trasmette, rivediamo per intero il nostro modo di vivere e insieme possiamo costruire un mondo migliore dove il bene torna a prevalere sul male. Grazie Cristina
Rispondo a Valdo Di Bonaventura..........bellissime parole le Sue e concetti perfettamente condivisibili.finalmente abbiamo delle riflessioni giuste da un politico,Le faccio i miei complimenti Valdo.
Anch'io ho partecipato con tutta la famiglia. Ho provato una grande emozione. Grazie.
Non sono stato a Roma, ma di Papa Francesco apprezzo soprattutto il suo indice puntato contro la causa principale dei mali del mondo e dell'Italia in particolare: l'ingordigia, l'attaccamento paranoico al soldo, la corsa sfrenata al raggiungimento dei massimi profitti ottenuti sulle sofferenze e sulle povertà altrui. Per Francesco l'amore non è astrazione, ma concretezza, materia e non solo spirito. Questo lo differenzia dalle comuni omelie e dalle prediche che lasciano il tempo che trovano.
Buongiorno a tutti, e non voglio copiare il nostro Papa Francesco, che tra i suoi poteri, saluta, augura buon pranzo, si avvicina a tutti come dovremmo fare tutti noi. Vi saluto perchè lo faccio quotidianamente, mi piace condividere il saluto, dare un segnale agli altri, ma purtroppo noto che in giro il salto è sempre meno vissuto, è un saluto di parte, di appartenenza, di interesse. Abbiamo perso le radici del nostro vivere, la solidarietà, il guardare con attenzione alle fasce deboli, aiutare i bambini e gli anziani , i malati. Si, nella nostra piccola città, dove molti si impegnano all'altro, e cercano di alleviare le sofferenze, potremmo veramente stare molto meglio, ma ripeto, siamo sopraffatti da qualunquismo, ingordigia, potere, e indifferenza. Che vergogna!! Sono amareggiato nel vedere festeggiamenti e poi i parchi giochi abbandonati, le scuole senza carta igienica, gli anziani in bicicletta sui marciapiedi, i marciapiedi senza scivoli o senza mattonelle, vie senza luci, strade dissestate, discariche a cielo aperto, un fiume ricchezza della città ormai solo un ricordo sbiadito e senza cura, frazioni abbandonate alla velocità dell'ignoranza e senza punti di ritrovo, teste senza idee e idee senza importanza, progetti compiuti ormai obsoleti e passati per la lungaggine dell'operato, bambini che giocano a pallone facendo della facciata del Duomo la porta dei loro goal, intere aree degradate dall'inciviltà dei cittadini e l'indifferenza degli amministratori, soldi nostri sperperati in nome di una modernità che cancella il nostro passato, un passato che ricordiamo, ci ha fatto crescere, figli e nonni.......basta, veramente basta!! Caro Papa Francesco, vorrei invitarti a Teramo, sono convinto che basterebbe il tuo passaggio per illuminare le nostre menti. Grazie a tutti e buona domenica:)