Decreto Sblocca Italia: L'Ombrina sugli inceneritori

4
settembre
2014
di Susanna Ciminà

Certe novelle hanno fatto la storia.
Certe trame di certe novelle di Pirandello hanno insegnato la vita.
Certe sere ti accorgi che …“Il treno ha fischiato” fà parte di queste.
Certi governi hanno distrutto la storia.
Certi decreti legge hanno insegnato a cancellare le politiche precedenti.
Certe volte ti accorgi che... il treno fischia anche per certi governi.

Fischio Numero 1
Venerdì 29 agosto, ore 16.30, Palazzo Chigi, riunione del Consiglio dei Ministri.
Su proposta del Presidente, Matteo Renzi e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, viene approvato il decreto legge contenente misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico (NOTA BENE) e per la ripresa delle attività produttive.

Si parla di decreto “sblocca Italia”. 
Che poi l’Italia, chi è che l’ha bloccata? 

Ecco che, da italiani creduloni, torniamo a sfregarci le mani per respirare la nuova folata di cambiamento… il titolo mozzafiato, grandiose le premesse, brillante la penna dei giornalisti che monopolizzano l’impresa ….ma il caldo di agosto, alle volte, può dare alla testa… 
Tra le pagine e pagine pitturate di paroloni altisonanti e aggettivi pavidi, sbuca timido, il decreto “sblocca energia”. 

Fischio Numero2.
Curiosi indaghiamo.
Bene, bene, bene, dunque si interverrà su:

1) Infrastrutture Energetiche Strategiche. Si parla di “una serie di misure che riconoscono la natura strategica delle infrastrutture di importazione, trasformazione e stoccaggio del gas naturale. Tali opere, consentendo al Governo di procedere nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni previsto dalla Costituzione e alla luce degli obiettivi posti dalla Strategia Energetica Nazionale.”
Praticamente il governo sta dando il via alla nuova costruzione di gasdotti, rigassificatori e siti di stoccaggio del gas naturale…un grande colpo di frusta alle politiche energetiche precedenti…insomma “Italia a tutto gas”!

2)Semplificazione Idrocarburi. “...Si è proceduto a riconoscere il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, il tutto realizzato sbloccando cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro).” 
Insomma stiamo tornando al petrolio …e con un piede sull’acceleratore!….ma l’Italia non doveva essere rinnovabile? 

Caro Abruzzo, c’era una volta Ombrina…

3)Veicoli a basse emissioni. “…Il fine è quello di rendere quanto più accessibili gli incentivi, favorendo la ripresa del mercato e il ricambio del parco veicoli mediante una maggiore diffusione di quelli a minori emissioni complessive.”
Certo, come no… e ti pare che le aziende automobilistiche in un regime di crisi dell’auto come questo, ti lasceranno operare? 
Ovviamente sarebbe cosa buona, ma non siamo mica la Svezia…il senso civico non ci appartiene poi così tanto… parlare di auto a basse emissioni in Italia è come abbracciare un pinguino a Malindi. Dichiaratamente assurdo.

Fischio numero 3
Del pacchetto 5 relativo al disastro idrogeologico (da sottolineare 4 volte) ecco spuntare bel bello l’Articolo 10:
“Misure urgenti per l’individuazione e la realizzazione di impianti di recupero e di incenerimento dei rifiuti urbani costituenti infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”
Crediamo di avere le traveggole. Temiamo di non aver capito bene. Espandiamo il concetto: 

“Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero e di incenerimento dei rifiuti urbani esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e adeguato di gestione di tali rifiuti e per conseguire l’autosufficienza a livello nazionale e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. Tali impianti, individuati con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e senza pregiudizio per gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale.”

Quindi, ricapitolando: prima l’Italia dice no agli inceneritori, poi si, poi “si ma…”, poi no, poi si.
In una necessaria sintesi, il governo sta valutando l’inserimento nel decreto di nuove norme destinate a potenziare il parco inceneritori per i rifiuti urbani e speciali della penisola.

Ma il pacchetto non si chiamava: “disastro idrogeologico”? 
E come disse Totò a Peppino “ ho detto tutto”.

Conclusione da fumare...
Caro Governo, con questo decreto il suo treno ha fischiato 3 volte…
In letteratura, il fischio del treno, rappresenta un modo per uscire dalla quotidianità attraverso l'immaginazione, rappresenta un volano che consente di fare viaggi in luoghi lontani e sperduti. 
Per Pirandello, l'immaginazione è una delle due vie di fuga dalle "trappole" della vita, ma il nostro Paese non ha bisogno di prendere treni per fuggire…ha solo bisogno, di una stazione permanente dove sostare, per ristabilirsi e ricostruire.

L’energia è un tema che, più di ogni altro, necessita di continuità, lungimiranza e competenza.
L’energia non può continuare ad essere “la Giovanna D’Arco” dei giochi di potere. 
Siamo stufi della ribellione alle regole precedenti, per poi tornare semplicemente al punto di partenza. 

Abbiamo bisogno di un piano energetico, che resti tale negli anni, che sia scevro dai cambi di poltrona o dal mero decisionismo.
Abbiamo bisogno di credere che ci sia un filo conduttore, una ragione logica, una competenza ferma, per accettare un decreto che invece di “sbloccare” immobilizza.
Abbiamo bisogno di coerenza coadiuvata a coraggio. 
Abbiamo bisogno che quel treno smetta di fischiare… un silenzio alle volte  è più prezioso di cento parole.

Fonti:

[http://www.legautonomie.it; www.classiciitaliani.it">www.mit.gov.it; http://www.legautonomie.it; www.classiciitaliani.it">http://www.legautonomie.ithttp://www.legautonomie.it; www.classiciitaliani.it">; www.classiciitaliani.it]

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12:12
— del —
7
settembre
2014
Ludovico Bonfiglio Inventore
Cara Susanna mi fa sempre piacere leggere i tuoi articoli e ti invito a scriverne di altri sempre aggiornati ed interessanti sotto tutti i punti di vista, sia tecnologici che politici.
Purtroppo questo paese é in mano alle multinazionali delle energie del petrolio del gas e dai rifiuti, che si comprano chi vogliono per i loro interessi, fregandosene altamente dei problemi ambientali ed economici dell'Italia e nel Mondo intero!!!
Ed é per questi motivi che le innovazioni tecnologiche nell'energia sono da così tanto tempo ferme ai tempi di Tesla!!!
Anzi se avessero realizzato un decimo delle invenzioni di Tesla il Mondo sarebbe totalmente diverso.
Io come Inventore di energie rinnovabili se riuscissi a realizzare almeno una delle mie 78 invenzioni potrei cambiare il Mondo, ma sai benissimo che qui in Italia chi ha buone idee passa per un folle, mentre in America i Folli cambiano il Mondo!!!!
É la mentalità della gente che é diversa, li se hai un'idea ti spronano a farla, mentre qui in Italia ti mettono subito i bastoni tra le ruote, e dico tutti ad iniziare dalle banche!!!
Se il Governo vuole uscire dalla crisi bisogna iniziare proprio dalle banche ed obbligarle a dare i soldi alle aziende e a chi vuole fare!!!
Obbligare le banche a non investire i propri capitali e quelli lella BCE in Titoli di stato che creano debito su debito e darli quei miliardi, come vuole l'Europa, alle aziende e famiglie per rilanciare l'economia!!!

Purtroppo le banche e i politici sono in mano alle multinazionali dell'energia

Ditemi se mi sbaglio o no

Saluti
Ludovico Bonfiglio
Inventore folle di Energie Rinnovabili
0:12
— del —
5
settembre
2014
Susanna
Gentile anonimo,

stia pure tranquillo che, con il suo intervento, non ha in alcun modo turbato la mia opinione.
Le spiego le ragioni.
Come ho già ben esplicitato, qui non si discute sulla " giustezza" dell'operazione... ma sulla totale mancanza di strategia e di una riforma di ampio respiro che coordini l'Italia dell'energia.
Qui non si entra in merito delle scelte energetiche fatte, ma del modo in cui queste scelte sono state "violentate" negli anni.
Credo, che entrambi, siamo concordi sul bisogno di una visione "energetica" lungimirante per l'Italia e di una rotta su cui navigare.

Non è questa la giusta sede per discutere su quale fonte sia la migliore (per cui, tra l'altro, sono in parte d'accordo con lei)...ma è la sede adatta per "strillare" che, sicuramente, non fa bene al Paese questa "fisarmonica" di decreti che espande e comprime le tecnologie, senza misura alcuna.

L'imperativo di questo articolo è il ritorno alla coerenza decisionale e decisionista.
L'interesse di chi scrive è quello di tentare di frenare questo contorsionismo politico e tornare ad accendere un faro su un eventuale proiezione futura di ogni scelta politica.
23:11
— del —
4
settembre
2014
Enrico
Purtroppo l'ennesima conferma di quanto stiamo cadendo in basso, infatti al di là delle opinioni di ciascuno (pro o contro rinnovabili) direi che è abbastanza pacifico che una politica così schizzofrenica non porta a un bel niente.

Piccola postilla per il buon Anonimo: con buona pace sua le vorrei far notare una piccola, ma proprio piccolissima, falla nel suo ragionamento. "In regime blablabla..." qui ha perfettamente ragione, ma sbaglia quando dice "le fonti rinnovabili sono balbla....". Le ricordo che le fonti rinnovabili sono ancora delle tecnologie recenti, ergo non sono ancora state sviluppate a dovere, ergo non ha senso confrontare,soprattutto in termini assoluti come fa lei, cicli a gas e a vapore con le rinnovabili. Ma al di là di questo, quello che trovo onestamente insopportabile è questa arroganza che leggo e sento spesso uscire dalle bocche di molti connazionali, tutti con la scienza infusa!!! Manco aveste la sfera di cristallo!!! Prima di sparare a mille su qualsiasi argomento si dovrebbe un pò STUDIARE e pensare due volte prima di aprire bocca, soprattutto se si parla con qualcuno che è competente. Detto questo si ricordi che spesso la risposta un problema non è univoca, soprattutto se le variabili in gioco sono tante come in questo caso.
20:08
— del —
4
settembre
2014
Anonimo
Con buona pace dell'ing, il piano energetico c'è e c'è sempre stato, solo che è stato adombrato da 7 anni di speculazione finanziaria sul fotovoltaico e sull'eolico pagata dalle tasse sulla bolletta (ossia da noi cittadini e dalle imprese).
per ritornare alla normalità, andrebbero richiesti quei finanziamenti con tanto di interessi (10 mld di euro per 10 anni = 100 mld di euro, altro che manovre finanziare e tasse.....il buco del debito è stato generato in parte dall'assurdità del cosidetto conto energia).
le energie rinnovabili si sono rivelate essere solamente una grande speculazione e niente più.
senza incentivi, muoiono.
la regola dell'imprenditoria sana è: in regime di concorrenza perfetta, solo i migliori sopravvivono.
il nucleare e le fonti rinnovabili sono state sconfitte dal capitalismo, non resta (come sempre saputo da decenni) che le buone e vecchie fonti tradizionali....quindi gas e petrolio...oppure ritornare al medioevo consumando meno di quanto fanno ora i paesi africani.

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