Caro Abruzzo ti scrivo...

13
gennaio
2015
di Susanna Ciminà

Sono una cittadina d’Abruzzo.
Un cittadina d’Abruzzo “media”.
Una cittadina, che come tante altre, è stata via per quasi 10 anni e che nell’Abruzzo ci ha riconosciuto sempre qualcosa in più di una terra natìa.
L’Abruzzo dai mille colori, l’Abruzzo delle finestre sul mare, l’Abruzzo del calore umano …l’Abruzzo dagli intrecci di storia e tradizioni.
Da tempo l'incantesimo si è rotto.
Non si può più tacere o continuare a credere ai falsi proclami.
Il futuro avanza e la prospettiva imperante continua ad essere quel serpeggiante gattopardismo del cambiare tutto per non cambiare niente.
Le future generazioni, quale prospettiva si troveranno ad ereditare? E la presente, in che razza di inetto immobilismo sta vivendo?

Si, certo... l'Abruzzo è solo un piccolo tassello del mosaico italiano ed un microscopico puntino nel panorama europeo, ma non per questo merita un così ingiusto declino.
E non si tratta di rubare sogni e speranze... ma di affrontare in modo lucido una realtà sempre più appannata dal " quieto vivere".
Suvvia, quanti genitori( ahi loro!) consigliano caldamente ai loro figli di andar via, di realizzarsi altrove, di costruirsi un'identità tra altre genti?
Ne ho sentiti tanti, troppi ed è inutile fare demagogia e negare la triste realtà, perché sono i numeri ad averla vinta. Provate a fare i conti nelle vostre famiglie...

Una verità (molto triste ma molto vera) è che chi và via, difficilmente trova spazio per rientrare.
Mi raccomando però, non ditelo a nessuno!!! Non si può, è vietato.
Non si dovrebbe, ma è inevitabile non raccontare, che in questa regione, è davvero dura costruirsi una propria identità senza avere " benedizioni divine".
Vedi, poco importa se tu sia plurilaureato e dotato di professionalità di nicchia...se vuoi fare qualcosa in Abruzzo per l'Abruzzo devi entrare nelle " segrete cerchie".
E per chi non lo volesse fare? Il buio.

Una volta chiesi pubblicamente, la possibilità di realizzare un tavolo di dialogo tra le aziende del territorio e le eccellenze abruzzesi, che avrebbero voluto fare qualcosa per la regione, con competenze mirate e potenziate da percorsi di formazione altamente qualificanti.
Bene, fui derisa ( sempre pubblicamente).
Incassai il colpo.
Eppure conosco molta gente in gamba, coetanei e non, abruzzesi che se ci fossero state le condizioni per tornare, magari creando un “binario intelligente”, sarebbero tornati con ogni probabilità…ma nulla è stato fatto.
Addirittura qualcuno rispose alla mia proposta dicendo che “ bisognava corciarsi le maniche ed arrangiarsi se si voleva tornare in regione”…
Beh, la vedo dura, visto che se “persone nuove” tornano offrendo la loro professionalità che inevitabilmente darà valore aggiunto al territorio, al minimo devono avere un motivo per farlo… altrimenti chiaramente proseguono nelle loro carriere altrove, perché il tempo è denaro…per tutti!
E’ assurdo pensare con quale facilità una regione spenda risorse per la formazione di persone e poi le lasci andare via, come niente fosse…mah!

Per diversi anni ho provato a parlare di politica energetica, insieme ad altri esperti del settore...per diversi anni ho fatto domande, per diversi anni non ho ricevuto risposte, per poi scoprire che il Dirigente Affari Della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Ambiente, Energia (una volta fui rimproverata, dunque guai ad omettere i nomi della carica)… Arch. Antonio Sorgi è attualmente agli arresti domiciliari.
Insomma, tanto rumore per nulla.

Ho iniziato a pensare che il problema fosse il modo di ragionare, quell’ inesauribile entusiasmo nel voler cambiare il mondo che caratterizza i ventenni… poi, sono stata smentita da un’esperienza di qualche mese in Svezia…
Appunto, la Svezia, un posto dove:
1)se corri nel parco alle 8 di sera l'unica cosa che ti sfiora è una foglia;
2)se sei un professionista guadagni 3 volte quello che guadagneresti in Italia;
3)se non sei professionista guadagni due volte con il jolly del doppio lavoro;
4) se sei donna è capace, leggono il tuo CV non passano il tempo a guardarti il sedere;

5) le famiglie al minimo hanno 3 figli e l'età media dei coniugi è 30 anni;

6) non vedi una carta ( e dico una) in strada e non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di buttarla;

7) ci sono regole, accidenti, REGOLE … e vengono rispettate!!

8) se sei donna in maternità hai diritto a 3 anni di aspettativa all'80% di stipendio;

9) se sei uomo e tua moglie ha partorito, hai diritto ad 1 anno di aspettativa all'80% di stipendio;

10) dove la macchina "più scarsa" che ti taglia la strada è' un' Audi TT;

11) dove a 30 anni hai una villetta con giardino comprata di tua tasca;

12) dove la donna ha una dignità nei confronti dello Stato;

13) dove la persona più obesa pesa 70 chili;

14) dove alla cena di gala ci vai con le converse;

15) dove la Tesla totalmente elettrica da 100.000 euro è una realtà consolidata;

16) dove paghi le tasse per avere servizi…dove le autostrade non le paghi;

17) dove i pensionati vivono beati e si ricreano una seconda attività;

18) dove il 60% della popolazione si muove in bicicletta;

19) dove i parchi sono aperti la notte e la stessa notte le fontane sgorgano d'acqua illuminate;

20) dove a 26 anni sei sposato con figli ed un bel lavoro...dove a 26 anni puoi sognare un futuro, dove a 26 anni hai la possibilità di costruirtelo un futuro.

Chiaramente è solo un esempio… chiaramente la Svezia è uno Stato che non regge il confronto con una regione (se anche è anch’essa costituita da regioni)…d’altra parte, prendere appunti, non è vietato dalla Costituzione Italiana né tantomeno dallo Statuto regionale.

Chiaramente l’Abruzzo è in Italia …e l’Italia è lo stato in cui si promuove l’Expo 2015 con tema “Nutrire il pianeta” dopo aver svenduto alle corti estere, oltre 200 aziende made in Italy nel settore alimentare…
Chiaramente l’Abruzzo è in Italia e, come è buona tradizione in Italia, ha fatto molto poco per promuovere i suoi “belvederi” paesaggistici, che in 20 anni hanno visto sempre immutabilmente lo stesso numero di turisti….
Chiaramente l’Abruzzo è in Italia e a far notizia non è la genialità ed il coraggio dell’astronauta Cristoforetti, ma “il guardare dal buco della serratura” la vita altrui.
Chiaramente l’Abruzzo è in Italia, dove le buone tradizioni di famiglia, prevedono un prestigio che si tramandi di padre in figlio…in cugino ( che poi la storia insegna che, assai difficilmente, ad essere tramandate sono le capacità!)
Chiaramente l’Abruzzo è in Italia, dove per far digerire una pillola amara, ai cittadini si fa sempre riferimento alla Comunità Europea mentre se in Europa esiste un buon esempio si trovano mille scuse per non replicarlo.
Insomma l’unica risposta che mi sono data al nostro lento incedere è… l’Abruzzo è in Italia. Chi offre di più?

P.S. Ops ho dimenticato di chiedere il permesso di pubblicare il pezzo “alla politica abruzzese” … vogliate perdonarmi, sono sciocchezzuole giovanili…infondo, che volete che sia IL FUTURO?
Mi scusino dunque…“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno.” … e se lo dice Madre Teresa….







 

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0:12
— del —
2
febbraio
2015
camillo del romano
Cara Susanna, leggere i tuoi articoli è sempre piacevole, ma leggendo bene ciò che hai scritto mi viene da riflettere, e come dici tu è vero che i giovani scappano via dall'Abruzzo e dall'Italia poi, ma mi viene da pensare che se vali , se hai talento , se hai la capacità di fare , è meglio andare via... il nostro paese Italia cara Susanna da popolo di conquistatori , di inventori, di poeti , di geni, è diventato un paese con persone dedite all'arte del "POLITICO" , e chi si siede a quella sedia, poco importa del colore della tessera non si vorrà mai alzare, siamo il paese dove tutto è il contrario di tutto.. fatte le leggi trovato l' inganno, abbiamo speso decenni a discutere con chi andava a cena Berlusconi, addirittura sono caduti Governi per una ragazzina che nessuno importava nulla e chi fosse , ma il fatto che era stata vista con un premier cade il governo... poi abbiamo problemi gravi come discariche tossiche a cielo aperto, criminalità legata alle istituzioni, e tanti altri problemi come l'accrescimento di una disoccupazione selvaggia, e nessuno fa nulla per combatterlo... Tu cara Susanna, hai fatto tavola rotonda sull'Energia dove sono intervenuti anche persone interessate alla guida della regione e fra l'altro qualcuno è risultato vincitore, ma poi di quel bel parlare di quel giorno a quando pare a nessuno importava nulla delle problematiche che tu avevi sollevato, della serie "E chi se ne frega.! se Susanna dice delle cose interessanti.." Susanna cara sono tutti uguali , e se qualche giovane riesce ad emergere all'estero è meglio rimanerci, Tanto l'Italia con lo sbarco selvaggio di extra-comunitari sarà sempre un paese che andrà peggio...(scusa il pessimismo).. Fai bene a fare le tue accuse, ma tanto la maggior parte del popolo alle fette di prosciutto agli occhi e non vede e non ricorda... Per un giovane laureato , emergere è veramente difficile specialmente se non ha alle spalle uno sponsor politico o altro...... Tu cara Susanna sei unica e meriti veramente un riconoscimento professionale nel nostro paese ITALIA , magari l'eccellenza nazionale... In bocca al lupo Susanna e non tacere mai , quando ci vò ci vò..
21:09
— del —
22
gennaio
2015
Alessandro
L'Ing. Ciminà ama la vita e la propria terra.
L'articolo è un incitamento per tutti a migliorare.
Ci insegna che esiste un modello diverso di civiltà
e di sviluppo a cui ispirarsi.

E' un messaggio a cambiare punto di vista e ci dice
che cambiare è possibile!
Il mio intervento non vuole banalizzare o peggio far
finta che non esiste quanto tristemente fotografato
nell'articolo.
Ma migliorare significa prima prendere coscienza di ciò
che non va e poi sta a tutti noi: dall'ultimo in fondo
a destra al più capace (per capacità, intelligenza,
disponibilità economiche, posizione sociale) crederci
e contribuire con la sua "goccia"! SEMPRE!

Ancora complimenti sinceri per il magnifico articolo
che ci sprona sempre a migliorarci.
0:12
— del —
21
gennaio
2015
Katia - Di Francescantonio
Cara Susanna,
Il tuo articolo si rivolge all'Abruzzo e quindi a tutti noi che ne facciamo parte. Poi io mi sento particolarmente vicina alla tua esperienza perché come te ho vissuto anni fuori regione per studio e per lavoro e come te ho fatto un'importante esperienza nei paesi scandinavi. Anche io al mio rientro in Italia ho provato le tue sensazioni e la voglia di smuovere e scuotere questo limbo in cui sembra prigioniero il paese.

Ora che sono un po' più avanti nel cammino ho capito che per i cambiamenti ci vuole molto tempo e che soprattutto quelli culturali non avvengono sulla scala dei tempi umani. Noi siamo partite e abbiamo fatto esperienze diverse, altri partiranno, altri non lasceranno mai il loro territorio, alcuni rientrano. Ecco che piano piano si compone l'Abruzzo, somma (integrale?) di tutti questi infinitesimi che insieme costituiscono un mosaico a cui anche io e te prendiamo parte. La somma dà un risultato positivo o negativo? Dipende da che prospettiva guardiamo il grafico. Per me, te e altri ancora non è positivo ma c'è anche una cifra di persone che guardano il grafico dalla parte opposta e che quindi lo giudicano positivo (eccome). Per portare contributi dalla nostra parte ci vuole tempo e tanto lavoro. Pensiamo per esempio al punto che sottolinei forse troppo velocemente "ci sono regole, accidenti, REGOLE … e vengono rispettate!!
"

Nei paesi scandinavi la cittadinanza gode dei suoi diritti ma adempie pienamente ai propri doveri. Qui in italia, non serve ripeterlo, non siamo ancora così maturi da adempiere pienamente ai nostri doveri. Perché? Ce lo chiediamo? Perché la nostra cultura va a braccetto con la mafia? Qual è lo schema ideologico e culturale che soggiace a questo ripetersi di illegalità, corruzione, egoismo, affarismo? La politica ne è solo causa oppure è una conseguenza?

Nel frattempo non mi sono certo arresa! Mai! Le generazioni future hanno bisogno di buoni esempi (che bell’intervento sig. Ortenzi) e ora mi io mi trovo un po’ più avanti di altri e quindi so che anche il mio piccolo esempio serve. Quindi confrontare pedissequamente la Svezia e l’Italia ci dà una bella sferzata ma non basta. Occorre lavorare ancora a lungo per promuovere quel lungo processo di emancipazione che consente a un popolo di migliorare il proprio livello di civiltà. E questo processo ha sicuramente bisogno anche di te e della tua energia: ma è un lavoro i cui frutti probabilmente matureranno tra qualche generazione, a patto che non smettiamo di curare questi semini che stiamo piantando.

Non per questo il lavoro che abbiamo innanzi perde il suo fascino o è privo di prospettive. Quando venti anni fa andai a Bologna scoprii che l’Abruzzo era circa 50 anni indietro. Poi 5 anni dopo andai in Finlandia e scoprii che l’Italia era 50 anni indietro. Poi più di recente sono stata in Uganda, dopo la guerra civile e scopro cosa è invece un paese nel dopoguerra. Tutte queste esperienza mai hanno fatto comprendere che la globalizzazione e i social seppure hanno i loro punti positivi creano la grande illusione che cambiare sia un attimo. I cambiamenti possono avvenire ma non nei tempi rapidi della rete o nel battito di ciglia della limitata attenzione dell’opinione pubblica. Certi cambiamenti richiedono tempo proprio come ce ne vuole per crescere un albero o per crescere un figlio (Quanta pazienza nel crescere un figlio, quanti tentativi sbagliati e vani prima lungo il percorso prima di imboccare il sentiero giusto o per lo meno quello meno nocivo al suo sviluppo). Non voglio certo frenare la tua voglia di crescere e realizzarti ma dobbiamo essere consapevoli di ciò ché siamo, dove siamo e perché prima di prenderne le distanze.

Comunque alla tua età ricordo che pensavo le stesse cose e che non sopportavo l’indolenza con cui tutto sembrava rimanere uguale a se stesso mentre il mondo fuori sembra offrire opportunità di vita e di lavoro superiori a quelle che ci offre il nostro paese e o per lo meno adeguate ai nostri meriti. Ora mantengo gli stessi ideali e mi indigno con la stessa veemenza ma sono consapevole che il cambiamento che cerchiamo sboccerà nel futuro se continuiamo ad alimentarlo anche quando tutto sembra dirci che ogni tentativo è vano.

Infine un appunto sulla chiosa finale che pizzica la politica in modo generico. Secondo me se ci si rivolge ai politici in questo modo si alimenta il solito mal di pancia del “sono tutti uguali”. Non sono tutti uguali. Anche qui vale il principio della somma: ci contributi negativi e positivi. Con quale risultato stavolta? Una classe politica specchio delle nostre scelte, dei nostri modi di essere e del nostro schema ideologico e culturale. In passato anche io come pensavo che non ci fosse differenza poi ho capito che le differenze ci sono e negarle non ci fa progredire ma ci lascia tutti vittime del qualunquismo (che come ho detto ha colpito anche me non lo nego). Ora ho capito che stigmatizzare tutti non risolve la questione. Capire e prendere coscienza che ci sono differenza può portare a fare scelte migliori. Oggi abbiamo tutti i mezzi per capire e scegliere anche se va molto di moda dichiararsi apolitici e fuggire la politica come la peste... …Io Ribadisco lo stesso che non credo che solo i politici hanno colpe e noi siamo assolvibili e non credo nei salvatori della patria: credo in una comunità di cittadini che prende coscienza del fatto che ci sono diritti ma anche doveri e che ognuno deve contribuire. Io per esempio questa mia lotta non so vederla se non all'interno di un percorso politico. Questa è la mia opinione non una verità assoluta ma sono confortata dal fatto che la pensavano come me anche Gandhi e Nelson Mandela.

Porto a tal fine un esempio estremo anzi drammatico: la Birmania. Quando l'incredibile donna che si chiama Aung San Suu Kyi, rientrò in Birmania dopo anni che viveva in Inghilterra, decise di intraprendere la sua lotta contro il regime e di farlo entrando in politica e fondando un partito, la lega nazionale per la democrazia, sacrificando completamente la sua vita personale e subendo pesantissime ritorsioni senza mai dubitare del valore dei partiti, dell'aggregazione democratica e della politica.

Seppure apprezzo la tua arguzia ritengo che chiosare genericamente alla politica vanifica quel poco di buono che qualcuno sta cercando di fare e a cui purtroppo non si dà mai il giusto risalto. Come disse Calvino, scrittore e partigiano Italiano
« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »

Ti saluto e come sempre ti ringrazio per averci fatto fare tutte queste riflessioni.
20:08
— del —
16
gennaio
2015
Antigone
Mi piace la tua grinta e la tua voglia di fare.
So chi sei e quanto vali!
Spero che i tuoi sogni si possano avverare e tu insieme alle "belle teste " che hanno lasciato l'Italia possa tornare per far rivivere un nuovo Rinascimento
14:02
— del —
15
gennaio
2015
Susanna
Gentile Antonio Ortenzi,
sà, pensavo di restare in silenzio e non intervenire nel dibattito, che auspicavo avrebbe fatto seguito a questo articolo.
Infondo il mio pensiero risuona "forte e chiaro" nello scritto ed aggiungere altro "dire" avrebbe solo messo carne al fuoco senza produrre alcun proposito intellettualmente interessante.

Il suo intervento però, non può restare senza risposta.
I motivi sono essenzialmente due.
Uno. Lei si è firmato con nome e cognome, connettendo inevitabilmente il suo pensiero alla Sua identità (e quindi mi piace)
Due. Lei abbraccia esattamente le mie idee (conseguenza dell'articolo) ma che ho evitato di esprimere per non inquinare la riflessione.

Partiamo dal Suo finale. La raccomandazione intesa come "ti facc nu piacir", personalmente non la concepisco e non l'accetto. Dunque, se Lei (come sarà) è bravo e determinato avrà un lungo percorso senza contare su nient'altro di diverso dalle Sue capacità.
Le spiego, se qualcuno mi proponesse (e non è detto non sia successo) un assunzione senza adeguato colloquio io non ho problemi a rifiutare (e si fidi), perché sono cresciuta con l'etica e la convinzione che bisogna portare rispetto per la propria professionalità e per la professionalità altrui, dunque è bene essere chiari fin da subito e testare la compatibilità delle competenze con la proposta lavorativa.
Se questo non accade, chiaramente in breve termine, l'assunto non offrirà, in modo adeguato il Suo contributo, scadendo di qualità professionale ed il cliente sarà insoddisfatto( trascuro volontariamente la PA... oh my God!)
Quello che concepisco invece, è la "recommendation all'americana", per cui se Tu(generico) sei uno bravo e l'azienda X cerca soggetti come Te, io ti segnalo come persona brillante ed adeguata al ruolo (segnalazione fatta con buone intenzioni ed al fine di far crescere, in modo sano, le ambizioni aziendali o dell'ente).
Tutto questo, ha un suo perché, e viene abbondantemente usato all'estero ed anche in realtà di eccellenza italiane.

Tornando alla mia chiusura invece, volevo rassicurarLa :-) non sono né triste, né sola, ma sono solo rammaricata del fatto che ad un territorio così "vivace" sia stata messa la museruola, sono rammaricata per il "muro di gomma" che si erge ad ogni proposta, sono rammaricata che si "abbiano occhi" solo per chi ha definito la Sua identità politica. Sono rammaricata perché tutte le mie idee e "proposte" energetiche sono finite nel gabinetto ( senza siacquone!!) . Dunque, forse avrò qualche ragione, per essere rammaricata... per il resto sono soddisfatta del mio percorso e continuamente alla ricerca di nuove ed entusiasmanti esperienze. E chissà che non l'abbia già trovata!

Sul resto sono in linea con lei e condivido che l'arcobaleno di variabili che ci sono in Abruzzo è quasi infinito ...e chissà che non nasca qualche bella congiunzione!

@Ludovico Bonfiglio Inventore: grazie per l'entusiasmo nei miei confronti e per i troppi eccessi di zelo, ma è necessario precisare che non sono laureata in ingegneria nucleare, ma in Ingegneria Energetica, che non sono un Professore, ma sono stata una dottoranda del Politecnico di Milano, affiancando un Professore come assistente e che sono assolutamente nella media, perché di gente brava e più brava ce n'è in giro moltissima.... forse sono solo fortunata perché questo Blog, mi dà la possibilità di esprimermi e di espandere in modo libero qualche (qualche?) idea che mi frulla in testa...

Che altro dire? Un bel grazie a tutti per aver condiviso una riflessione e per aver stimolato un dibattito che spero fortemente abbia un seguito in termini di effettiva fattualità.

P.S. Rassicuro anche tutti quelli che privatamente mi hanno scritto che si complimentano per quanto ho avuto il coraggio (coraggio?) di scrivere, ma che probabilmente non troverò mai lavoro in Abruzzo. Cari Signori, se queste sono le condizioni... non ho alcuna paura ad alzare i tacchi e ad esplorare altri lidi ( ...anche perché la mia valigia è GIA' pronta).

Buon PomeriPranzo!
10:10
— del —
15
gennaio
2015
Antonio Ortenzi
E’ la prima volta, dopo diversi anni, che rispondo a un post su questo blog.
Cara Susanna, la fotografia che ci hai restituito con quest’articolo è assolutamente lucida e condivisibile. Quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca però è la chiusura. Sei stata sempre molto propositiva al termine dei tuoi articoli, avendoci regalato spesso delle “perle” tecniche di valore aggiunto sia nel contenuto sia nella disamina e soluzione dei problemi.
Vedi Ing. io penso che nel variegato mondo della terra d’Abruzzo in questo momento ci siano molti modi di vivere e interpretare il nostro territorio da parte dei giovani o “diversamente giovani” come me. Ci sono quelli rassegnati, ci sono quelli raccomandati, ci sono quelli che “intanto studio poi si vedrà” e poi una sempre meno sparuta minoranza, si divisibile in due categorie. La prima quella che è uscita dall’ Abruzzo andando altrove ed è riuscita a realizzarsi, la seconda, quella uguale alla prima, ma che è tornata e che cerca, fuori dal clamore, di fare grandi cose per la nostra terra, cercando di innescare un processo di cambiamento culturale. Che cosa hanno in comune queste ultime due tipologie? Guardano l’Abruzzo ed immaginano un futuro diverso della nostra terra. Forse è proprio questo che manca a chi è più stanziale.
Leggendo il tuo articolo mi è passato il brivido freddo della solitudine. Sembra quasi che ti senta sola. Ti capisco, in effetti, anche a me succede, (io sono un tecnico/manager che è tornato) ma so che non è così Ce ne sono diverse di persone (riscontrabile anche nei commenti precedenti al mio) che grazie allo studio e alla professionalità che, in Italia e nel mondo, stanno facendo tanto e bene. Ce ne sono anche qui, basta cercarle ... basta trovarsi.
Meglio sentirsi professionalmente compresi e valorizzati, fuori dal nostro territorio e col cuore che batte da lontano in Abruzzo o meglio sentirsi professionalmente frustrati ed incompresi ( e senza un €) nella nostra terra e godersi la nostra Montagna/collina/mare (tacchino alla Canzanese compreso)?
La risposta potrebbe essere, meglio trovarsi professionalmente in Abruzzo cercando di dare valore aggiunto al nostro territorio. Partendo dal basso, viaggiando a vista col cuore e con gli occhi di chi sa immaginare un futuro diverso per la nostra regione, così magari i politici smetteranno di fare come cazzo gli pare (Cit. Giancarlo Falconi.)
D'altronde gli Abruzzesi sono un po’ come i ragazzini e come disse Sandro Pertini, i giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di buoni esempi.
Io sono tornato, anche se sempre più spesso “mi tirano per la giacca” fuori dall’Abruzzo, continuo a studiare, lavorando ed a volte insegnando, cerco di favorire il cambiamento culturale dal lato tecnico/manageriale con il now how e le best practice che ho imparato fuori …mi sto esponendo … a volte sovraesponendo …. Quanto durerò, non essendo un raccomandato? Non lo so … la mia valigia è pronta.
Ad Maiora
21:09
— del —
14
gennaio
2015
Ludovico Bonfiglio Inventore
Carissima Susanna tu hai ragione in tutto ma il problema non è solo dell'Abruzzo, è così in tutte le regioni d'Italia, non abbatterti ma sii fiera di quello che hai fatto, sacrifici andando via da casa giovanissima, passando periodi sola lontano dalla famiglia e dagli amici, lontano dalla tua terra natia, hai combattuto contro tutti professori, studenti, libri, laboratori, ecc... ma ti sei Laureata in Ingegneria Nucleare e specializzata in Energetica(ascoltandomi...) la prima del tuo corso con il massimo dei voti andando a lavorare il giorno dopo come Professore al POLI, sei andata con mille difficoltà in una Università tra le più fredde e distanti in Europa da casa tua e dal tuo Amore e dalla tua famiglia, ma hai ottenuto grandi riconoscimenti e successi, e come ti dissi dal primo giorno di corso che tu sei un Mito e che ti saresti laureata col massimo!!! e come vedi avevo ragone!!!

Susanna tu sei per me un Mito
quindi con gioia ti dico che devi guardare avanti e anche molto lontano
non ti fare abbattere da queste tristezze causate dai politici e da chi può solo invidiarti e che si rosica dentro per quello che sei, bellissima ed intelligentissima e giovane
una che non molla mai e che scusate ha le palle...

Più ti verranno contro e tu giù a dargli dentro mena più forte!!!

Perchè non devi farti dire da nessuno tu non puoi o non ce la farai mai o questo è impossibile o chissà quante altre cose negative ti diranno dall'Abruzzo all'America
tu sei una forza della natura
e ce le puoi fare in qualsiasi cosa

Susanna tu non hai bisogno di nessuno
tantomeno dei politici di m....
se tutti i giovani italiani fossero come te l'Italia sarebbe la prima forza lavoro e innovatrice del mondo!!

Fà quello che ti dice il cuore
e sopratutto quello che ti farà diventare ancora più colta ed importante,
Ascoltami...
vai in America li troverai tutte le porte aperte
dove apprezzeranno i tuo sacrifici e della tua famiglia, i tuoi studi e le tue qualità
dove non ci sono raccomandati ma solo persone che hanno voglia di fare

dove e se hai una bella idea, li ti spronano tutti a farla e ti finanziano pure (l'esatto contrario dell'Italia)!!!

ti confesso una cosa ti ammiro e un pò mi dispiace non poter fare io quello che ti sto dicendo di fare
per i miei problemi di salute non migliorano e non mi permettono di fare molto...
ma nonostante tutto sto finendo di realizzare un prototipo di una mia invenzione
che sarò felicissimo di mostrarti a fine febbraio o anche primaaaa!!! eheheh

Susanna ti voglio bene
sii forte e continua e fai quello in cui credi

ciao
il tuo Amico Inventore folle... di Energie Rinnovabili
17:05
— del —
14
gennaio
2015
Valerio
Susanna Sindaco, giù il cappello!
13:01
— del —
14
gennaio
2015
Enrico
Leggere questo tipo di articoli mi provoca sempre due sentimenti: il primo è lo sconforto. Fa sempre male arrivare alla conclusione che il nostro paese non è un paese per giovani. Perché è sì vero che bisogna sempre lottare per cambiare le cose, ma è altrettanto vero che si vive una volta sola. Non si può spendere il proprio tempo in questa missione se non ci sono i presupposti. Quindi arrivare alla clonclusione che se ci si vuole realizzare, professionalmente parlando ma nn solo, bisogna scappare è triste. Non lo si fa per "scelta" ma per forze di causa maggiore, quindi significa che ci è negata la nostra libertà. L'altro più che un sentimento è una reazione, quel piccolo sorriso che mi comprare, perché è proprio leggendo queste cose che capisco che il mio pensiero non è sbagliato, o meglio è una riflessione che anche altri ragazzi e ragazze con tanta voglia dj fare in parte fanno.
10:10
— del —
14
gennaio
2015
Marco
Susanna, complimenti per la tua scelta... e di tutti quelli come te che hanno le palle di andare all'estero. Fatta questa considerazione, vorrei soffermarmi sul tema che tu hai toccato. Il vero problema, in generale dell'Italia, ma ancor di più in abruzzo sono due cose che negli altri Paesi esistono Sì, ma non a livelli plateali: ignoranza e invidia. Un' accoppiata che ritroviamo a livello politico, economico-commerciale, bancario-assicurativo ecc. Però quando c'è qualcuno che vuole emergere in questi campi, perché non ignorante, ti tagliano le gambe. Ma chi te le taglia? Sempre l ignoranza e l invidia. Solo un esempio: Ho visto molti ragazzi e ragazze non votare un loro coetaneo onesto, capace, studioso solo per antipatia, oppure solo perché il papà o la mamma gli avevano detto di votare per il vecchio politico blasonato, oppure perché si era candidato il cuginetto con la terza media. È solo un esempio, ma rende l idea.
10:10
— del —
14
gennaio
2015
Colette18
Susanna,non ti conosco ma dal tuo eloquentissimo articolo purtroppo si specchia la triste realtà' non solo di tanti giovani che hanno studiato,delle loro famiglie che hanno investito sulle loro capacità' per dare ai loro figli una " possibilità'", ma di tantissime persone che malgrado loro hanno perso il lavoro perché hanno avuto la " sfortuna" di lavorare nel privato.
Purtroppo questo schifo di società ti porta ad augurare ai nostri figli preparati e meritevoli di FUGGIRE dal " bel paese" e cercare un lavoro al' estero dove ti aprono le porte e riconoscono l' alta professionalità dei nostri figli.
Ai nostri politici fa comodo che le eccellenze vadano via perché in Italia vogliono tenere solo ignoranti e raccomandati perché è' più facile governare una massa di pecoroni e di incapaci.
La cultura fa paura!!!!!!! Raccomando ai ragazzi di studiare perché solo la cultura aprirà ai più meritevoli le porte del successo.Sei una persona in gamba alla quale auguro tutte le fortune di questo mondo.Te lo meriti
7:07
— del —
14
gennaio
2015
Eugenia Di Pietro
Complimenti Susanna per il coraggio che ha avuto nel dare una così incisiva svolta alla sua vita!
Non è da tutti prendere e partire... lasciando gli affetti,la propria famiglia, e la propria terra...
Ma che futuro abbiamo qui?! L'Italia si sa è diventato un paese per anziani, ottimo per trascorrere qualche giorno di vacanza,e in mano a pochi giovani figli di...
Lei si sta costruendo il suo futuro con le proprie mani e soprattutto senza chiedere disgustose raccomandazioni a destra e a manca! Questo le fa onore! Contare solo sulle proprie forze e propri meriti! Le auguro di realizzare i suoi sogni! Un abbraccio!
1:01
— del —
14
gennaio
2015
Andrea
Gran pezzo !!!
Ciao da un trentenne disperato !!!
0:12
— del —
14
gennaio
2015
Ff 85
la ragazza che ha scritto questo bellissimo articolo , tremendamente vero , ho avuto l'onore di conoscerla qualche anno fa ed è davvero un peccato che un talento del genere non sia stata ascoltata dai politici abruzzesi , insensibili al tema energia ed ambiente, soprattutto ignoranti a queste tematiche .... Io però un ultimo tentativo di proporre dei progetti l'ho fatto , spero ci siano degli sviluppi e delle risposte concrete da chi di dovere
22:10
— del —
13
gennaio
2015
Maurizio
Cara Susanna, io sono uno di quelli che non chiede mai... Adoro l'Abruzzo e la provincia teramana mi ha adottato... Abito a Giulianova e giro per il mondo, il mio non chiedere, nonostante la mia professionalità sia riconosciuta in Italia e all'estero in un campo molto particolare quale è la robotica, non ha mercato nella nostra terra. Certo che ci sto a fare in abruzzo? Infatti la mia auto passa più tempo al parkingo a fiumicino che sotto casa. Però la domenica posso e spesso vado a sciare adesso con i miei figli e mia moglie, l'estate possiamo godere di un discreto mare fino a che non arriva agosto o il solito depuratore non esplode... Posso andare la domenica controflusso a passeggiare sui monti, nei castelli, nei borghi incantati e abbandonati della nostra terra... Posso anche sedermi e guardare il centro de L'Aquila vuoto e triste. Odio i nostri politici e purtroppo ne conosco tanti personalmente, ma non ne stimo uno, tutti quelli che sono andati avanti in politica, sono quelli che da ragazzi consideravo dei coglioni raccomandati, purtroppo. Ho scoperto la bellezza di poterli mandare affanculo perchè non gli devo nulla e nulla mi devono. Sono stato molto in Svezia, in Olanda, in Cile, in Giappone, in Romania, Polonia, Croazia e tanti altri posti, da tutti puoi prendere qualcosa di meglio che in Italia, ma solo da noi puoi sciare guardando il mare... se avessimo lo stato sociale della Svezia verrebbero tutti qui e sarebbe di nuovo il caos ... Se chiedi a un cileno o a un giapponese dove vuole andare in europa, ti risponde l'Italia, siamo la nazione più famosa del mondo, tutti ci conoscono. Se. Vuoi campare in Abruzzo e in Italia devi farti la strada, ricavarti la tua nicchia se invece vuoi sfondare: o vai fuori o ti agganci a un partito, meglio se di sinistra... Se sei come me, passi le serate in hotel da solo commentando il blog di Gianca... A volte, dopo una giornata fatta di 14 ore di lavoro al freddo, penso " sarebbe meglio un bel posto al comune" poi sorrido e mi mando all'altro paese..il prossimo... Da solo!!!
22:10
— del —
13
gennaio
2015
Mauri
Più la leggo e più mi innamoro, professionalmente e culturalmente eh?!, dell'Ingegnere.
22:10
— del —
13
gennaio
2015
emigranti con la laurea
Purtroppo è la verità ,
sono per lo più giovani altamente istruiti che vanno via da un paese che non gli piace più,
dove raramente si trova lavoro per meritocrazia, dove se non lavori vivi per strada,
dove curarsi sta diventando un lusso , dove il sociale esiste solo sulla carta...
lo stato italiano che spende per la loro istruzione non fa nulla per non farseli sfuggire.
li istruisce e poi li lascia andare ma cosa principale sono i nostri figli ad andare via,
un grazie ai nostri politici
resteremo un paese di vecchi.....
21:09
— del —
13
gennaio
2015
Il Professore
Ho quasi il doppio degli anni del buon Giancarlo cara Susanna e le dico che le sue parole mi commuovono e mi rattristano.
Come docente e come responsabile di un'Università ho visto lasciare l'Italia da molti talenti e valide professionalità ma la vera sconfitta, il pensiero che mi tormenta è il mio essere uomo politico.
Non siamo riusciti a produrre attrattiva territoriale e abbiamo lasciato andare i nostri ragazzi a nutrire altri territori.
Siamo diventati la nostra nostalgia.
Grazie.

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