Liutaio teramano, lancia la Trivmph Guitars. Gli diamo una mano?

9
gennaio
2016

Un liutaio, un videomaker e un'idea da lanciare: Trivmph Guitars, l’innovativa startup di liuteria video-based. 

Con questa in mano sembreremo dei bravi chitarristi anche noi! ” Alfio D’Ambrosio  a Paolo Sorgi, settembre 2014

Alfio D’Ambrosio è un liutaio ed ha passato gli ultimi tre anni a lavorare a un progetto rivoluzionario, nel suo laboratorio, fino ad arrivare a quella che poi sarebbe diventata “la” soluzione definitiva: la GP1, una chitarra elettrica nata intorno a un pacchetto di soluzioni tecniche che promettono un vero e proprio punto di svolta nel campo della liuteria. Paolo Sorgi è un videomaker professionista e nel tempo libero chitarrista. I due teramani, già amici, si incontrano anche professionalmente quando si rendono conto di poter unire le forze e dare vita a qualcosa di unico, fondendo in un’idea imprenditoriale due professioni che apparentemente hanno ben poco in comune. E’ andata più o meno così: Alfio D’Ambrosio era alle prese con la costruzione della GP1, capostipite della linea Trivmph, uno strumento così innovativo per il quale un lancio di tipo tradizionale non sarebbe bastato a definirne appieno tutte le potenzialità. Questa rivoluzione a sei corde avrebbe avuto bisogno di uno spazio altrettanto innovativo per vedere la luce. La strada era quindi definita: la GP1 sarebbe nata dal crowfunding. Su Kickstarter.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Per una campagna su Kickstarter, tuttavia, c’è bisogno di un buon video. E per un buon video serve un buon videomaker. Il cerchio inizia a chiudersi: sul finire dell’estate 2014 i due giovani imprenditori stabiliscono gli ultimi dettagli operativi, e da lì a poco iniziano le riprese. Mentre la GP1 “Numero uno di trenta” veniva lentamente alla luce, come i tempi di un lavoro artigianale richiedono, lo sguardo indiscreto della telecamera documentava tutte le fasi di lavorazione.
Le riprese sono andate avanti per più di un anno, un periodo di tempo che ha permesso ai due di iniziare un fitto scambio vedute professionali e creative. L’inevitabile confronto tra due professionalità così diverse ma allo stesso tempo così avide di creatività e ingegno, stava alimentando “dal basso” un substrato di intenti che sarebbe venuto a galla di lì a breve. Portando con sé non solo idee e prodotti innovativi (alcuni già in fase di progettazione), ma addirittura un nuovo modo di pensare un’azienda artigianale.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Nasce così, in Italia, la prima e unica liuteria video-based. Il mezzo filmico non è più mero veicolo documentale o commerciale, ma diventa valore aggiunto per i possessori delle chitarre e bassi nate nello stabilimento artigianale abruzzese. Un ventaglio di soluzioni custom-oriented, pensate e realizzate dai due soci, a testimoniare e garantire gli elevati standard qualitativi che l’azienda promette. “The best is not enough”   Novità assoluta: il liutaio dal vivo. Una serie di webcam dedicate trasmetterà in streaming le attività del laboratorio, mentre per ogni nuovo modello sarà pensato e realizzato un video che ne racconterà la genesi, dalla fase di progettazione fino alla realizzazione del “Numero uno”. Come i video che accompagnano la GP1 in Kickstarter. Il video-certificato di autenticità dei modelli premium è la vera chicca. Per le produzioni di punta, come quella delle ventinove GP1 in pre-serie, verrà prodotto un certificato di autenticità audiovisivo nel quale si vede il lavoro sulle singole chitarre. Strumenti unici, numerati e firmati davanti all’obiettivo dal liutaio Alfio D’Ambrosio. Il video-certificato verrà consegnato in un cofanetto contenente anche la copia cartacea con il nome del cliente, il numero di serie dello strumento e la firma.                                                   Ma per dare il via a tutto c’è bisogno di una spinta iniziale. La campagna su Kickstarter serve per raccogliere i fondi necessari ad avviare la produzione e lo sviluppo dei prossimi prototipi e brevetti, che nascono dal continuo rielaborare le idee che hanno portato alla realizzazione della GP1. Un’evoluzione continua, che parte proprio dal modello capostipite della famiglia Triumph.  La Trivmph GP1 è infatti la prima chitarra al mondo bolt-on con attacco seamless tra manico e corpo. Il sistema, brevettato col nome Duckbill Joint®, risolve il problema congenito delle chitarre elettriche bolt-on circa l‘accessibilità alle ultime posizioni della tastiera, a causa dello zoccolo di attacco tra manico e corpo. Problema di fatto rimasto irrisolto per oltre 60 anni. 
O almeno, fino alla nascita della GP1, la cui campagna di lancio prevede periodici aggiornamenti, perché i due imprenditori teramani proprio non ne vogliono sapere di rimanere fermi ad aspettare che qualcuno inventi qualcosa al posto loro…                                                                                                                             Video e sito per le donazioni: www.kickstarter.com/projects/696730311/trivmph-guitars Pagina Facebookwww.facebook.com/TrivmphGuitars/

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15:03
— del —
11
gennaio
2016
Vincenzo Pallotta
"Effetti collaterali" = "side effects"
11:11
— del —
11
gennaio
2016
Paolo Sorgi
@Vincenzo Pallotta: le tue sembrano considerazioni più che pertinenti, per noi è la prima volta in KS e di certo abbiamo ancora molto da imparare in questo scenario così specifico. Faremo tesoro delle dritte e dalle critiche che ci arrivano, e se anche non dovessimo vedere un risultato dalla campagna KS , abbiamo pronti già piano B e C per far decollare il progetto.
Grazie per il tuo intervento, se ne dovessi avere di altri siamo in ascolto.
PS l'inglese di Alfio non va?

Ne approfitto per ringraziare i tanti amici e non che ci stanno supportando, anche con tanti messaggi e attestazioni di stima. Non è un percorso semplice, ma continueremo a mettercela tutta!
9:09
— del —
11
gennaio
2016
Tony La Poignee
I conti, coi musicisti li fanno i negozianti...
I liutai fanno gli strumenti.

Vai Alfio
19:07
— del —
10
gennaio
2016
Vincenzo Pallotta
Un consiglio ai due imprenditori in erba.

Le campagne Kickstarter sono di due tipi:

1. publicità dove si vende un prodotto (in genere non particolarmente costoso come una chitarra) ad un prezzo promozionale... quindi per attirare gli "early adopters" che contribuiranno a rendere la pubblicità virale.

2. Finanziamento di produzione industriale: il prodotto finito é già sul mercato ma necessita di un perfezionamento oppure di un finanziamento per il "tooling" necessario per la produzione industriale. In questo caso si può utilizzare il merchandising per stimolare coloro che non possono acquistare il prodotto artigianale ma che vorrebbero trovarlo sul mercato ad un prezzo più abbordabile.

La campagna di TtrivmphGuitar non segue nessuno dei due schemi. È un ibrido delle due e non sono sicuro che possa funzionare.

Speriamo che malgrado tutto, il promettente liutaio riesca a trovare dei backers.

In bocca al lupo!

Vincenzo

PS: "collacteral effects"... Come on, please learn English if you want to conquer the world!
15:03
— del —
10
gennaio
2016
Anonimo
I liutai non fanno mai i conti con i musicisti...i veri musicisti!

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