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Sabato 10 Dicembre: Tutti Uniti intorno al Gran Sasso D'Italia

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Il Gran Sasso d’Italia racconta la storia millenaria dell’uomo e del suo territorio e di come necessità, ingegno e sapienza abbiano creato nel tempo un sistema enogastronomico imponente, tra i più pregiati e rinomati d’Italia.
Tutto trae origine da una terra benedetta da Dio e da una grandissima varietà di beni, frutti e risorse.
Un paesaggio di campi aperti, mandorleti, boschi di castagno, alpeggi ricchi di essenze, e poi mieli, olii, funghi, tartufi, zafferano, legumi, frumento e farro, patate, salumi e formaggi, che l’abile mano dell’uomo ha saputo conservare e trasformare lentamente.
 In ogni periodo dell’anno e in ogni angolo del territorio montano, è possibile gustare piatti eccezionali che nascono dall’antica tradizione pastorale e che sono stati mantenuti o reinterpretati, o in alcuni casi riscoperti, da bravi chef di ultima generazione, ristoratori e produttori innamorati del loro lavoro, soprattutto della loro terra.

L’area del Gran Sasso d’Italia esprime un patrimonio ambientale e culturale d’eccellenza che rende il territorio montano uno dei più interessanti e peculiari nel contesto europeo e mediterraneo, un giacimento ricco e speciale per quantità e diversità che in un tempo remoto hanno fatto la ricchezza della montagna abruzzese appenninica.
Un impero di prodotti tipici, varietà colturali altrove scomparse, carni tenere, ricette e pietanze d’eccellenza, che oggi rappresentano un valore tangibile del Gran Sasso d’’Italia e una grande opportunità economica e sociale per le popolazioni dell’Appennino abruzzese, ma soprattutto per le generazioni future.

Sabato, 10 dicembre, presso la sala polifunzionale della Provincia di Teramo, gli Amici del Gran Sasso d’Italia presenteranno al pubblico il grande progetto per il futuro del Gran Sasso d’Italia, quale patrimonio identitario degli abruzzesi.
Con la Comunità del Gran Sasso d’Italia,
a cui tutti coloro che amano la montagna potranno prendere parte, daremo avvio ad un’autentica esplorazione nel cuore vero della tradizione, che vuole essere anche un riconoscimento agli allevatori e agricoltori e a chi perpetua ogni giorno l’antico rito della cucina, la memoria dei nostri padri e delle nostre madri, consentendoci di non dimenticare mai l’indissolubile legame tra uomo e natura.

Ripartiremo dalla riproposizione dei modelli sperimentati con successo un decennio fa, dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ovvero dei Consorzi del Pecorino di Farindola, del Canestrato di Castel del Monte, della Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio.
I Consorzi, fin da allora, hanno invertito la tendenza all’esodo ed alla frammentazione ed hanno rappresentato un concreto esempio di sviluppo particolarmente significativo nelle aree svantaggiate.
I lusinghieri risultati conseguiti sono stati del tutto ignorati dalla politica.
Tuttavia negli anni i consorzi si sono sviluppati autonomamente dando lavoro a decine di aziende e i loro prodotti si sono posizionati con successo nel mercato delle eccellenze della filiera agroalimentare nazionale. Noi ci impegneremo per stimolare la nascita di nuove realtà produttive sollecitando l’interesse dei giovani e accrescere l’aggregazione di agricoltori, pastori e imprese. Li aiuteremo a migliorare la qualità delle attività e dei prodotti, cercando con esse di innovare e consolidare l’immagine dei territori montani promuovendone le tradizioni, la storia e la cultura. Le realtà agroalimentari, ancora oggi giustamente definite “ nicchie”, se opportunamente aggregate e “ sapientemente raccontate”, potranno costituire un grande valore aggiunto nell’ambito del nostro progetto per il Gran Sasso d’Italia e valere nel tempo molto di più della Ferrari e del suo indotto. Quello che ci attende è un passo importante e decisivo per un lungo cammino da fare assieme e gli effetti di ricaduta potranno portare grandi benefici in tutto l’Abruzzo. Sono certo che le positive esperienze già compiute e migliorate potranno spingere i giovani ad approfittare delle straordinarie opportunità che offre questo variegato e “ irriproducibile” territorio che per molti turisti e viaggiatori ha ancora un “ marchio” poco identificabile. Questa è la grande sfida che cui attende nel segno del Gran Sasso d’Italia.  

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