Il Sindaco Di Campli, Pietro Quaresimale cerca di tranquillizzare i residenti di Paduli. Confermato lo sciopero della fame.

4
gennaio
2017
di Giancarlo Falconi

La sintesi della storia. 

Era il 21 Dicembre.
L'avevamo annunciato.

Lo sciopero della fame dei residenti di Paduli e non Padula ( per favore presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, cambiamo quei cartelli stradali offensivi della storia del piccolo borgo?).
Quasi due anni dalla frana del Marzo 2015 e ancora nessun intervento da parte della Regione Abruzzo o del Comune di Campli.
Destra, Sinistra, Sinistra o Destra.
La politica delle irresponsabilità.
Scrivevamo "Regione e Comune".
Mariani e Quaresimale.
L'oggetto?

Paduli, piccola frazione di Campli, interessata da una frana senza fine e senza messa in sicurezza.
La pioggia è tornata a battere d'inverno e presto arriverà la neve.
La frana si alimenta con le acque e con la mancata canalizzazione.
Tutto sembra fermo come il tempo della politica.
Nessuna risposta dalla Regione Abruzzo.
Nessuna risposta dal comune di Campli.
I fatti?
Quel senso di abbandono e quella protesta forte che dovrebbe scuotere le coscienze di una politica ancestrale, ancora legata al senso della destra e della sinistra.
Noi inzieremo nei prossimi giorni lo sciopero della fame con qualche residente di Paduli.
Sarà una protesta clamorosa a difesa della dignità della vita e dei beni di una vita.
Fino in fondo come sempre".


Gennaio 2017.
Ora c'è una data.
Siete contenti?
Il 15 Gennaio.
Lo sciopero della fame.
Ultimo atto di un patto con i sacrifici di una vita.
I Due Punti si unirà a tutti i residenti della piccola frazione farnese.
Nessuno farà franare i diritti naturali di una popolazione. 
La sicurezza delle proprie case. 
La risposta del sindaco di Campli, l'avv. Pietro Quaresimale.
 
tags: Cronaca

condividi

13:01
— del —
5
gennaio
2017
Arturo
Non dovevano fabbricare sopra al cuculo della collina inutile fare sciopero adesso.....
2:02
— del —
5
gennaio
2017
E
Stimo molto il lavoro degli avvocati e la loro innata capacità di fare politica.
Io non sono di Campli, non conosco l'Avv. Quaresimale ma da come parla scommetto che è di quel partito che ha rovinato l'Italia: il PD.
Il partito democratico abituato a deludere i cittadini.
Stimo molto personalmente anche l'Avv. Di Sabatino ma anche lui ha il grande difetto di appartenere ad una classe politica inciuciona e poltronistica.
Quando il PD dimostrerà di meritare il voto della gente comune allora potrei alle parole di Quaresimale, fino ad allora appoggio lo sciopero della fame dei residenti di Paduli.
La politica mi ha sempre deluso mentre il PD mi ha sempre schifato proprio perché prende per il culo i cittadini, avvocati... fatevi un esame di coscienza che gli italiani si stanno togliendo la sveglia dal collo e presto si accorgeranno dei valori civici e politici del vostro partito.
23:11
— del —
4
gennaio
2017
l'abito non fa il monaco
A Paduli sono costretti allo sciopero della fame per ottenere la sicurezza delle case e la tutela dell'incolumità delle persone, minacciate non dalle inevitabili scosse della terra, ma dall'immobilismo colpevole delle pubbliche amministrazioni.
Un sindaco, una giunta, un consiglio comunale di qualsiasi colore politico non in grado di reperire risorse per la messa in sicurezza del territorio e delle vite umane, dovrebbe "scioperare" ben prima dei propri cittadini.

A Teramo, invece, il sindaco Brucchi sfratta coattivamente centinaia di famiglie, disabili, anziani, perchè dopo i fortissimi terremoti del 2009 e del 2016 le loro case non rischiano di cadere.
Lui è dottore e di edilizia sa poco. Non gli è riuscito di consultare un muratore, un vigile del fuoco, un geometra, un ingegnere, per farsi tradurre la relazione tecnica e comprendere l'assurdità degli sgomberi immediati?

Nel caso di Paduli i problemi nascono dalla mancanza di fondi.
A Teramo, al contrario, arrivano perchè i soldi ci sono.

Caro Giancarlo, chiunque ha osato, osa e oserà mettere in discussione il sistema mercantile della prevaricazione, della discriminazione sociale e razziale, delle ingiustizie, delle grandi ricchezze per pochi e della miseria per tanti, è stato e continuerà ad essere definito comunista o più moderatamente di sinistra, come capita a papa Francesco nonostante le sue ripetute smentite e prese di distanza.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.