Teramo la prima in Abruzzo per l'Ecosistema Urbano. Pescara tra le ultime in Italia.

31
dicembre
2016
di Giancarlo Falconi
Scrive Rossella Muroni, Presidente Nazionale di Legambiente.
"C’è un’Italia delle città e un’Italia dei cittadini. La prima, che accomuna tanti Comuni capo - luogo, fatica a liberarsi dal traffico, stenta a trovare soluzioni strutturali all’emergenza smog, alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, non ha ancora messo tra le priorità efficienza energetica, rigenerazione urbana, qualità delle periferie, ridistribuzione dello spazio pubbli - co. La seconda, fatta di associazioni, volontari, comitati di quartiere, cooperative di comunità, è sempre più attiva, vitale, solidale, attenta e partecipe alla valorizzazione dei beni comuni e impegnata a produrre e a sollecitare con forza il cambiamento. Sono questi i due volti dei centri urbani monitorati da Ecosistema Urbano che - accanto alla pigrizia con cui tante amministrazioni locali affrontano i temi della sostenibilità ambientale - mostra una serie di azioni e progetti virtuosi promossi direttamente dai cittadini. Come a Napoli, dove gli abitanti hanno recuperato una chiesa abbandonata in pieno centro trasfor - mandola in luogo di cultura e aggregazione: ora Sant’Aniello a Caponapoli è un monumento visitatissimo e ospita eventi culturali, dibattiti e mostre in piena osmosi con la città. A Milano un servizio di accoglienza per persone in difficoltà socio-economiche si è aperto al quartiere con un’idea originale e molto contemporanea: gli ospiti della casa “Enzo Jannacci” di viale Ortles hanno aperto - in collaborazione con associazioni e cittadini – una ciclofficina. Si è creato così un ciclo virtuoso che ha fatto diventare quello spazio in un luogo d’incontro inter - generazionale. In qualche caso peraltro i senza fissa dimora, in seguito a corsi di formazio - ne, sono riusciti a ottenere borse lavoro presso negozi di biciclette e altre ciclofficine. Oppure a Potenza dove grazie a ScamBioLoGiCo, nato nella riqualificata stazione ferroviaria prima luogo abbandonato e per gran parte inutilizzato e ora recuperato grazie all’intesa tra Le - gambiente gruppo Ferrovie dello Stato e Fondazione per il Sud, oggi è già possibile trovare e acquistare prodotti biologici, a chilometro zero, sfusi, non imballati e del commercio equo e solidale e usufruire di spazi dedicati al baratto di beni in buono stato. O come dimostra l’idea del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma, un progetto che ci vede protagonisti e che non nasce negli uffici tecnici comunali, ma dalla voglia di associazioni nazionali e locali di promuovere una decisa trasformazione degli spazi urbani e azioni di rigenerazione urbana nelle periferie. Nell’Italia dei cittadini, tantissime buone pratiche spesso coinvolgono un condominio, una strada, un quartiere. Ma pur interessando uno spazio preciso, con evidenza si tratta di atti - vità dietro le quali c’è una precisa idea di città e di un futuro che sappia coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, puntando anche su un tipo di economia (e di impresa) in sintonia con l’ambiente e al tempo stesso con la dignità della persona. E se all’estero ci stanno pensando le amministrazioni locali - pochi giorni fa a Quito in Ecuador, la Conferenza Habitat III ha messo a punto su questa base le New Urban Agen - da - in Italia salvo rare eccezioni sono le cittadine e i cittadini a mettere in campo preziosi esperimenti di trasformazione urbana. L’auspicio, e il nostro impegno, è che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali nella riflessione sulle opportunità che ne derivano: opportunità di “rammendare” il centro con le periferie con la mobilità dolce, di ritrovare forme Cari sindaci, ora tocca a voi di Rossella Muroni, Presidente nazionale Legambiente sostenibili di economia locale in grado di portare benessere diffuso (con la riqualificazione energetica, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la cultura...), di restituire a chi attraversa la città una sicurezza fondata su una ritrovata socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile. Sharing economy, economia circolare, chimica verde, mobilità nuova, economia civile. I pilastri della trasformazione urbana sono già eretti dalla moltitudine di iniziative dal basso. Ora la scelta sta agli amministratori locali: meglio sostenere e affiancare queste iniziative virtuose o continuare con il modello che ha tolto il respiro alle nostre città? Non c’è tempo da perdere: all’estero Barcellona, Valencia, Berlino, Parigi, Siviglia, Amsterdam e tante altre città hanno già scelto da che parte stare. Cari sindaci italiani, ora tocca a voi"...

La Classifica di Legambiente.
Molti indicatori parziali, Qualità dell'aria tra biossido di azoto, Pm 10, Ozono, consumi idrici domestici, dispersione nella rete, capacità di depurazione, produzione di rifiuti, raccolta differenziata, ( Teramo prima in Abruzzo anche in questa classifica), Trasporto Pubblico passeggeri, trasporto pubblico offerta, Isole pedonali, ( Teramo e L'Aquila tra le ultime in Italia), indice di ciclabilità ( Le abruzzesi in coda),  e Teramo se si escludono le aree verdi è praticamente ultima.
Vi ricordo la pista a Colleparco che ha fatto ridere tutta l'Italia e che ha costretto, per paura di doverla inaugurare, alle dimissioni l'ex Assessore ai Lavori Pubblici, Giorgio Di Giovangiacomo.
Sudare fa male. 
La classifica generale?
Clamorosa.
L'Aquila in un anno passa dal 22esimo al 35esimo posto.
Chieti dal 44esismo al 55esimo posto.
Pescara dal 81esimo al 95esimo.
Teramo dal 27esimo al 18esimo in Italia.

Che cosa risponderà il sindaco di Pescara, Alessandrini?
Si farà un bagno in mare?
No, troppo inquinato. 


 

tags: Abruzzo

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10:10
— del —
31
dicembre
2016
Anonimo
Perfetto, e ci troviamo a dover commentare l'ennesima inutile classifica del nulla.

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