Disabilità. "Ecco perchè mio marito non esce più di casa"...

2
gennaio
2017
di Giancarlo Falconi

Questa lettera potrebbe raccontare e adattarsi a molte città abruzzesi. 
Moltissime realtà italiane.

Teramo vive tra le barriere architettoniche e nulla è stato fatto per agevolare l'integrazione sociale dei disabili.
Non rispettiamo la legge e siamo tutti complici di quotidiane violenze contro la libertà individuale.
Buona lettura...

"La disabilità.....ecco è una parola che quasi sempre guardiamo da lontano,qualcosa che riguarda altri,siamo fortunati non è cosa nostra.
Un bel giorno,nella tua vita "normale ", esci,vai al lavoro, figli a scuola, palestra, tutto regolare a parte quel dolore al collo, sarà cervicale, io e i nostri amici facciamo dell'ironia...dai hai compiuto 50 anni... ecco i tuoi nuovi acciacchi !!invece no ....è qualcosa che in un batter d'occhio ti colpisce violentemente nel profondo della tua vita e della tua famiglia...si tratta di midollo...intervento...mesi di ospedali....ed eccoti qui ....se vuoi muoverti adesso lo dovrai fare su una carrozzina....forse per un periodo o forse per sempre...questo non lo sai !......ed ecco che mi rivolgo a tutti quelli che pensano "vabbe' X fortuna il disabile non sono io" ...invece no .....potresti essere proprio tu domani ...in un attimo la vita ti frega!.....a 51 anni rinunci ad uscire di casa perché la nostra città, oltre ad avere dei cittadini che pensano che quel segnale X disabili sia solo un optional ....e poi in fondo sti disabili dove devono andare tanto in giro !!....comunque una volta che riesci a scendere dalla tua auto ti accorgi che le nostre strade , anche e soprattutto in centro, sono di un dissesto tale che la tua carrozzina si ribalterebbe un metro si e l'altro pure, a meno che non ti porti dietro un accompagnatore che alla fine della corsa avrà muscoli alle braccia da far invidia ad un culturista!...buche...affossamenti ....ci muoviamo fra le auto perché impossibile farlo sui marciapiedi anch'essi a pezzi ...e così ...ce ne torniamo a casa distrutti ...stanchi....delusi ....un giovane uomo di 51 anni decide di restare sempre a casa....forse è meglio .... questa è la realtà che io e mio marito abbiamo riscontrato in questi lunghi mesi nella nostra Teramo.....purtroppo una malattia invalidante non la scegliamo....arriva...e il contesto sociale ti fa sentire immediatamente diverso, inopportuno, fastidioso...di troppo.
Vorrei solo che chi si prende cura di una città si immedesimasse solo per un attimo in tutto questo ...se domani si ritrovasse a non poter fare più una passeggiata o a sbrigare delle commissioni, recarsi in uno studio medico e qualunque cosa che fa nella sua giornata tipo . una società civile e moderna deve rendere tutti degni di vivere senza barriere" .


Lettera Firmata

tags: Abruzzo

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20:08
— del —
3
gennaio
2017
Anonimo
Per Kit Karson.
Forse ha dimenticato di scrivere che:"La mamma dell'imbecille e' sempre incinta"
Carlo
17:05
— del —
2
gennaio
2017
Kit Karson
Per i Disabili in carrozzina è impossibile entrare nei negozi perchè in quasi tutti gli ingressi sono rialzati e se potesse balenare al proprietario di posizionare una pedana qui nascono tante di quelle complicazioni che conviene rinunciare,le complicazion sono L'OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO quindi FARE L'APPOSITA DOMANDA ALL'UFF.URBANSTICA E SOPRATUTTO "PAGARE" ,cosi' come le tasse sull'ombra in caso di tende da sole o quelle sule insegne luminose e anche sugli adesivi o meglio insegne adesive del negozio in questione. Tutto questo in molte citta Italiane non viene applicato e all'estero addirittura è obbligatorio avere almeno una pedana di accesso ad un locale commerciale.
A Teramo non si circola in carrozella perche' oltre a essere una città di buche e piani sfazati con marciapiedi privi di accesso e soprattutto la città del CAFONE ,CAFONE ARRICCHITO,LECCHINO E SERVO DEI SERVI SENZA NULLA INTESTA SE NON PENSARE A SE STESSI ALLA MACCHINA O ALLO SCOTER CHE IL CAFONE DEL PAPA' GLI HA COMPRATO A RATE .
Provate a chiamare i vigili a Teramo sono sempre in pochi e dicono sempre di aspettare ,alcune volte chiedono il numero di targa del veicolo che intralcia la strada,come se avessero paura ad intervenire non si sa mai incappano in qualche potente di turno o di qualche parente,amico,amico dell'amico,amico della moglie bhoo solo a Teramo città di servi e cafoni !
13:01
— del —
2
gennaio
2017
giuseppe
Sig. Giancarlo io non sono complice affatto di quotidiane violenze contro la liberta' individuale, anzi, se potessi acchiapperei tutti gli amministratori che ci fanno vivere in questo stato di soggiogazione e gli schiopperei la coccia contro il muro.
12:12
— del —
2
gennaio
2017
Anonimo
Di fronte a simili racconti,mi chiedo:"Ma chi governa questa città,comprese le stesse opposizioni, leggeranno mai queste parole? E se le avessero lette, forse proverebbero disagio,dolore,pentimento per aver promesso a loro tempo di risolvere in parte almeno il problema?
Mi sembra di ricordare una foto pubblicata del Sindaco Brucchi ,seduto su una sedia a rotelle in una delle tante manifestazioni fatte da queste persone molto meno fortunate di noi.
Un complesso di colpa ,spero lo proveranno tutte quelle persone che contribuiscono a rendere ancora più' difficile il potersi muovere in città a causa delle barriere,che creano con i loro comportamenti incivili,parcheggiando su strisce continue,sugli o nelle vicinanze degli scivoli dei marciapiedi,o nell'occupare gli stalli per di sosta auto per disabili .
Cerchiamo di essere più' civili,la civiltà' di un popolo,non è data solo da cellulari ultimo grido,da IPad,o da autovetture di grossa cilindrata o da capi di abbigliamento griffati.
Cerchiamo di essere più' CIVILI noi tutti in primis insieme ai nostri governanti.
Buon anno al Signore che ha deciso di non uscire più' di casa,e la cosa mi dispiace tantissimo,se posso essergli di aiuto,lo faccio,molto volentieri,contatti pure Giancarlo Falconi e si faccia dare il mio cellulare.
Spero anche se minimamente di poterla aiutare.
Un abbraccio Carlo
12:12
— del —
2
gennaio
2017
Anonimo
Di fronte a simili racconti,mi chiedo:"Ma chi governa questa città,comprese le stesse opposizioni, leggeranno mai queste parole? E se le avessero lette, forse proverebbero disagio,dolore,pentimento per aver promesso a loro tempo di risolvere in parte almeno il problema?
Mi sembra di ricordare una foto pubblicata del Sindaco Brucchi ,seduto su una sedia a rotelle in una delle tante manifestazioni fatte da queste persone molto meno fortunate di noi.
Un complesso di colpa ,spero lo proveranno tutte quelle persone che contribuiscono a rendere ancora più' difficile il potersi muovere in città a causa delle barriere,che creano con i loro comportamenti incivili,parcheggiando su strisce continue,sugli o nelle vicinanze degli scivoli dei marciapiedi,o nell'occupare gli stalli per di sosta auto per disabili .
Cerchiamo di essere più' civili,la civiltà' di un popolo,non è data solo da cellulari ultimo grido,da IPad,o da autovetture di grossa cilindrata o da capi di abbigliamento griffati.
Cerchiamo di essere più' CIVILI noi tutti in primis insieme ai nostri governanti.
Buon anno al Signore che ha deciso di non uscire più' di casa,e la cosa mi dispiace tantissimo,se posso essergli di aiuto,lo faccio,molto volentieri,contatti pure Giancarlo Falconi e si faccia dare il mio cellulare.
Spero anche se minimamente di poterla aiutare.
Un abbraccio Carlo

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