ABC

«DOVE SIETE QUANDO SERVITE?»

26
gennaio
2017
di Walter Mazzitti

È la frase che Mattia Marinelli, un giovane di 23 anni, ha pronunciato ad un giornalista mentre spalava la neve alta dinanzi casa.
Il giorno dopo hanno trovato il suo corpo e quello del padre di 50 anni. Sono morti assiderati. Erano scesi a valle dal paesino di Poggiumbricchio in Provincia di Teramo, per procurarsi della benzina per il generatore, ma sono stati travolti dalla bufera dopo avere abbandonato l’autovettura. Anche lì, come ovunque, è mancata l’energia elettrica per giorni. A pochi chilometri, un anziano agricoltore era morto sotto il tetto crollato della stalla. Un altro è morto in casa nel tentativo di scaldarsi. Un altro ancora è morto per mancanza di medicinali. Cinque vittime in provincia di Teramo, dicono vittime di eventi naturali eccezionali. Ma non è così. Essi sono vittime di un sistema insostenibile.

Vittime di una Provincia che per una incauta decisione politica è stata depotenziata, che non ha risorse per soccorrere i cittadini, per aprire le strade innevate, per aggiustare i mezzi in disuso, per manutenere gli edifici scolastici. Un Ente divenuto inutile per responsabilità politica. Vittime dell’ENEL, responsabile di un disastro immane. Vittime di una Regione che ora più che mai si è dimostrata di nessuna utilità per la collettività.
Una Regione che non ha alcuna consapevolezza che l’Abruzzo è una regione il cui 60% del suo territorio è montano e che il Gran Sasso d’Italia è la montagna più altra della catena appenninica e che attorno ad esso insistono ben tre Parchi nazionali e uno regionale di montagna. Che la vocazione montana dell’Abruzzo non è mai stata assunta come fattore prioritario e strategico nella programmazione regionale. I risultati? Zero politiche di valorizzazione della montagna; zero politiche di prevenzione. Una per tutte: la Regione Abruzzo non è ancora dotata di un Piano delle valanghe, sebbene il sistema montano abruzzese sia tra i più complessi ed importanti della catena appenninica. E allora di che parliamo? O meglio, di cosa parlano gli amministratori in questo drammatico momento della nostra storia? Del nulla. Conferenze e dibattiti, interviste, commissioni e parole al vento.
Sono le Regioni che avremmo dovuto eliminare, altrochè le Province… Sono Vittime di questo inaccettabile sistema, obsoleto ed inefficiente, i Sindaci dei Comuni di montagna, lasciati letteralmente soli, faccia a faccia con i cittadini, privi di risorse, a far fronte ad una emergenza epocale. Siamo vittime inermi noi cittadini, di un sistema autoreferenziale che si sostiene vicendevolmente, con la complicità di un’informazione becera, sempre pronta ad intentare processi in diretta, mentre la gente soffre e muore tra i terremoti, i disagi provocati dall’ENEL e le nevicate eccezionali. Quel “DOVE SIETE QUANDO SERVITE”, pronunciato da Mattia prima di morire assiderato, dovrebbe divenire lo slogan di tutti, per iniziare a pretendere che qualcuno si decida finalmente a rimboccarsi le maniche per tentare di raddrizzare un sistema in ginocchio. 
tags: ABC

condividi

18:06
— del —
5
marzo
2017
Anonimo
Come non condividere con Anonimo, con commento del 27/02/2017!
10:10
— del —
29
gennaio
2017
mirko
@Elena
grazie per l'apprezzamento, hai ragione anche tu, ora siamo in tanti a vedere la direzione da intraprendere, ma ho sempre l'impressione che "il tappo" che impedisce il fluire dei miglioramenti o della svolta necessaria sia sempre causato da chi l'Ente parco lo guida...infatti ora ci dobbiamo sorbire Navarra alla guida, come ieri ci siamo sorbiti Mazzitti!
Faccio un appello a chi è incollato alle poltrone: non siete indispensabili, le soluzioni ai grandi problemi vanno semplicemente ricercati presso chi è un secolo avanti a noi, basta solo copiare, quindi mettere in rete il problema ed ottenere soluzioni di chi al mondo, di sicuro ci capisce più di voi...non siete indispensabili, non siate "il freno" del nostro futuro!
9:09
— del —
28
gennaio
2017
Anonimo
La colpa è sempre degli altri ma gli altri siamo noi...
14:02
— del —
27
gennaio
2017
Anonimo
Regione Abruzzo: 1718 dipendenti; numero che, negli ultimi anni, è andato crescendo costantemente: +18%. Non solo: se si guarda il rapporto tra personale regionale e popolazione in età lavorativa, la nostra Regione ha uno dei valori più alti, pari all'1,95% (quarto peggior dato nazionale). In Lombardia è dello 0,48% (con un personale composto da 3146 dipendenti), in Veneto dello 0,85%, in Emilia Romagna dell'1,01%.

Questo vuol dire che un dipendente della Regione Lombardia provvede, mediamente, alle esigenze di circa 2000 abitanti, mentre un dipendente della Regione Abruzzo si occupa di meno di mille persone.

Provvede, in realtà, è un termine ottimistico, perchè l'organizzazione della Regione è quantomeno confusa, con settori e direzioni oberate di lavoro e altre, diciamo, meno attive.

Tra l'altro è altissimo il ricorso a professionalità esterne, mentre i settori tecnici (un po' come in tutti gli enti), sono carenti di personale con professionalità e qualifiche idonee per i compiti che dovrebbero svolgere.

Prima della scellarata riforma Delrio la Regione aveva delegato diversi compiti alle Province, che li svolgeva con maggiore efficienza ed efficacia. Ora li ha ripresi in capo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
14:02
— del —
27
gennaio
2017
Elena
@ Mirko

Giustissimo ciò che dici, sottoscrivo in pieno.
All'incapacità ed interesse personale amministrativi, da cittadini adesso bisogna rispondere concretamente. Siamo tanti, di più, abbiamo il potere di farlo. Una corretta gestione dell'Ente parco sarebbe una risorsa immensa per il territorio in termini di prevenzione, e quindi sicurezza, e ritorno economico.
Bisogna partecipare alla vita dei nostri paesi e delle nostre città, e più siamo meglio è. Da attivista vedo diversi e notevoli risultati raggiunti.
Le tue parole sono uno spaccato preciso del futuro che ci attennde se non cambiamo modo di fare:
"abbiamo dato la nostra solidarietà morale, e poi abbiamo voltato pagina verso il nero sempre più intenso".
8:08
— del —
27
gennaio
2017
paola
ci sono;ma solo quando NOI serviamo a loro.........
Qualcuno prenda in mano la citta' di teramo e dintorni,siamo civilmente morti!!
1:01
— del —
27
gennaio
2017
mirko
Leggiamo le parole dell Avv Mazzitti con indignazione e condivisione. Le vittime sono le uniche certezze che fino ad ora ha dimostrato la deriva di questa società, di questi sistemi di affari e di questo senso critico purtroppo assente di noi cittadini, elettori e non.
Dall'indomani di ogni tragedia avremmo potuto e dovuto reagire, non é stato così, abbiamo dato la nostra solidarietà morale, e poi abbiamo voltato pagina verso il nero sempre più intenso.
Ora si è ricominciato a processare sommariamente con la voracità di ricercare i Capri espiatori di turno, che saranno trovati, così da soddisfare la collettiva fame di giustizia che poi sarà solo vana ed effimera.
Chiunque ha potuto in passato, gestendo la cosa pubblica ha la vera colpa, così pure come chi non ha saputo pretendere onestà e pragmaticità, questo riguarda purtroppo anche chi è stato al vertice dell Ente Parco, ma non perché lo dico io cittadino qualunque, ma perché i risultati di ciò che è stato fatto (o meglio Non è stato fatto) è oggettivamente sotto gli occhi della realtà: Tre esempi: 1) Paesi montani lasciati in agonia senza uno straccio di programmazione turistica di sviluppo sostenibile per le nostre vere vocazioni di respiro almeno trentennale; 2)politiche di rimboschimento interrotte improvvisamente perché non ritenute più valide, salvo poi rendersi conto che l'erosione scioglie le colline come sabbia al mare; 3) inesistenza di rapporti diretti intessuti negli anni con le comunità locali (ma non quelle dei politichetti di paese) con le quali dialogare per trovare insieme possibilità di sviluppo.
Chiediamo ai residenti del territorio del Parco cosa ha rappresentato il Parco per loro e le loro famiglie in tutto questo tempo...valutiamo gli effetti di tentativi ridicoli come "slow park" cosa hanno prodotto...
Invito tutti, me compreso, a riflettere guardando ognuno alla propria coscienza, e se tutti i conti tornano bene...siamo sulla strada giusta per la prossima tragedia!
22:10
— del —
26
gennaio
2017
INDIGNATO
Questa è una guerra, la guerra della disperazione, la guerra inutile contro la natura, la guerra dei perdenti, la guerra ingiusta contro l' ingiustizia, la guerra della speranza, la guerra del freddo, della luce, degli isolati, la guerra dei morti, del soccorso, degli incoscienti..... la guerra inutile contro la politica scellerata!
20:08
— del —
26
gennaio
2017
Elena
Dove siete popolo quando sta gente fa il proprio porco comodo davanti ai vostri occhi?
Oggi loro le innocenti vittime, domani uno di noi o un nostro familiare.

"L'apatia e la tolleranza sono le ultime virtù di una società morente".
Aristotele
19:07
— del —
26
gennaio
2017
Sciacallo
Inutile ente regione Abruzzo, come sono inutili tutti i prodotti che ha partorito durante questa legislatura, i quali sono buoni solo a farsi fotografare e pubblicare le foto sui siti istituzionali, approfittando di una tragedia senza eguali per elevarsi dal nulla. SCIACALLI!
19:07
— del —
26
gennaio
2017
Lucy
Condivido pienamente...... DOVE SIETE QUANDO SERVITE............

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.