Pier Paolo Pasolini: Il Profeta Laico

26
agosto
2015
di Alessio D'Egidio

Non amo i regali.
Non amo i regali perchè mi imbarazzano.
Ieri ho ricevuto un regalo che non mi ha imbarazzato ma nutrito.
Leggere il Professore D'Egidio rimane un momento di crescita per la possibilità di confrontarsi con i propri dubbi.
D'Egidio legge la profezia di Pasolini come lente d'ingrandimento della nostra società.
Versi che diventano cronaca di un'invettiva dell'animo umano.
Consigli d'uso.
Lettura da svolgere lentamente e in solitudine.
Musica consigliata la tromba di Chet Baker, un sigaro o una salutare radice di liquirizia.
Bentornato a casa, Prof. 

Giancarlo Falconi 

Sono passati quaranta anni dal suo omicidio, i miei quaranta anni.

Sono passati cinquanta anni da un pugno di parole che oggi, più che mai, dovrebbero ferire e far riflettere.
A fondamento delle quali non c'è nessuna guerra tra Dei…
nessun Dio a segnare la sconfitta di un altro Signore…
nessun veggente…nessuna Madonna piangente…
nessun vaticinio pagano…
nessuna interiora animale…
solo la "capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere".
La migliore definizione di profezia.
Scriveva Pasolini nel 1964…

 

Profezia
da Alì dagli occhi azzurri

 

............................Era nel mondo un figlio 
............................e un giorno andò in Calabria:
............................era estate, ed erano 
............................vuote le casupole, 
............................nuove, a pandizucchero, 
............................da fiabe di fate color 
............................della fame. Vuote.


Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi 
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne. 
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio
............................scuoteva paglia nera 
............................come nei sogni profetici: 
............................e la luna color della fame 
............................coltivava terreni 
............................che mai l’estate amò. 
............................Ed era nei tempi del figlio 
............................che questo amore poteva 
............................cominciare, e non cominciò. 
............................Il figlio aveva degli occhi 
............................di paglia bruciata, occhi 
............................senza paura, e vide tutto 
............................ciò che era male: nulla 
............................sapeva dell’agricoltura, 
............................delle riforme, della lotta 
............................sindacale, degli Enti Benefattori, 
............................lui - ma aveva quegli occhi.

............................Ogni oscuro contadino 
............................aveva abbandonato
............................quelle sue casupole nuove 
............................come porcili senza porci, 
............................su radure color della fame, 
............................sotto montagnole rotonde 
............................in vista dello Jonio profetico. 
............................Tre millenni passarono

non tre secoli, non tre anni, e si sentiva di nuovo nell’aria malarica 
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto ancora, operaio di Milano, 
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?
............................Quasi come un padrone. 
............................Ti porterebbero su 
............................dalla loro antica regione, 
............................frutti e animali, i loro 
............................feticci oscuri, a deporli 
............................con l’orgoglio del rito 
............................nelle tue stanzette novecento, 
............................tra frigorifero e televisione, 
............................attratti dalla tua divinità, 
............................Tu, delle Commissioni Interne, 
............................tu della CGIL, Divinità alleata, 
............................nel sicuro sole del Nord.

............................Nella loro Terra di razze 
............................diverse, la luna coltiva 
............................una campagna che tu 
............................gli hai procurata inutilmente. 
............................Nella loro Terra di Bestie 
............................Famigliari, la luna 
............................è maestra d’anime che tu

hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il figlio sa. Se egli poi non sorride 
............................è perchè la speranza per lui
............................non fu luce ma razionalità. 
............................E la luce del sentimento 
............................dell’Africa, che d’improvviso 
............................spazza le Calabrie, sia un segno 
............................senza significato, valevole 
............................per i tempi futuri! Ecco:
............................tu smetterai di lottare 
............................per il salario e armerai 
............................la mano dei Calabresi.

............................Alì dagli Occhi Azzurri 
............................uno dei tanti figli di figli, 
............................scenderà da Algeri, su navi 
............................a vela e a remi. Saranno 
............................con lui migliaia di uomini 
............................coi corpicini e gli occhi 
............................di poveri cani dei padri

sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini, 
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. 
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
............................Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, 
............................a milioni, vestiti di stracci 
............................asiatici, e di camicie americane. 
............................Subito i Calabresi diranno, 
............................come da malandrini a malandrini:
............................«Ecco i vecchi fratelli, 
............................coi figli e il pane e formaggio!»
............................Da Crotone o Palmi saliranno 
............................a Napoli, e da lì a Barcellona, 
............................a Salonicco e a Marsiglia, 
............................nelle Città della Malavita. 
............................Anime e angeli, topi e pidocchi, 
............................col germe della Storia Antica 
............................voleranno davanti alle willaye.

............................Essi sempre umili 
............................Essi sempre deboli 
............................essi sempre timidi 
............................essi sempre infimi 
............................essi sempre colpevoli 
............................essi sempre sudditi 
............................essi sempre piccoli,


essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare, 
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi 
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
............................essi che si costruirono 
............................leggi fuori dalla legge, 
............................essi che si adattarono 
............................a un mondo sotto il mondo 
............................essi che credettero 
............................in un Dio servo di Dio, 
............................essi che cantavano 
............................ai massacri dei re, 
............................essi che ballavano 
............................alle guerre borghesi, 
............................essi che pregavano 
............................alle lotte operaie...

............................… deponendo l’onestà 
............................delle religioni contadine, 
............................dimenticando l’onore 
............................della malavita, 
............................tradendo il candore 
............................dei popoli barbari, 
............................dietro ai loro Alì


dagli Occhi Azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere – 
usciranno dal fondo del mare per aggredire - scenderanno 
dall’alto del cielo per derubare - e prima di giungere a Parigi
............................per insegnare la gioia di vivere, 
............................prima di giungere a Londra 
............................per insegnare a essere liberi, 
............................prima di giungere a New York, 
............................per insegnare come si è fratelli
............................- distruggeranno Roma 
............................e sulle sue rovine 
............................deporranno il germe 
............................della Storia Antica. 
............................Poi col Papa e ogni sacramento 
............................andranno su come zingari 
............................verso nord-ovest
............................con le bandiere rosse 
............................di Trotzky al vento...

Lascio ai "compagni" l'idea del "Compagno" Pasolini…
Lascio agli "atei" l'idea dell' "Ateo" Pasolini…(il "Vangelo secondo Matteo" ha la sostanza di un apostolato evocativo, esemplare, esaustivo…molto più dell'operato di agenti curiali addetti alla nuova evangelizzazione)…
Lascio ai detrattori di professione…il sogno perverso di infilarsi tra le mutande di un'artista…
Mi stupisco della lungimiranza…nella certezza dell'intellettualità di Pasolini.
Mi stupisco del presente…dell'Antitesi assunta a sistema…
L'On. Salvini e Mons. Galantino…
Il presente delle emergenze crea la dittatura di idee bislacche…il delirio di Vangeli capovolti…la sintesi dell'unico Dio…il denaro.
Leggo Pasolini e rimembro la felice espressione di De Gasperi: "Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione". Mancano gli statisti…mancano i profeti…mancano gli intellettuali…abbondano le "professioni" e le "confessioni".
Leggo Pasolini e corro a lavarmi i denti…la lungimiranza del semplice…prevenire è meglio che curare.

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9:09
— del —
27
agosto
2015
tiziana
E come un Profeta è morto ammazzato. Chissà perché lo riscopriamo adesso, salvo dimenticarsene ancora alla prossima curva.
7:07
— del —
26
agosto
2015
Ascolto
Non ho capito molto, poi ho riletto.
Ho compreso che per essere grandi bisogna avere il tempo dalla propria parte.
Pasolini è Pasolini perché diventa quotidiano.
Grazie di cuore.
6:06
— del —
26
agosto
2015
Arpinate
Dopo l'abituale tormento notturno tra labirinti infiniti e incubi spossanti un risveglio che rincuora ed apre le tendine del giorno. Grande il Profeta, grande il suo Lettore!

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