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Teramo: L'Università colonia romanica

di Simona Settepanella
4 minuti

Nell'articolo precedente  uscito qualche giorno fa su questo blog ho cercato di spiegare cosa fosse un "interno" e cosa un "esterno". In questo articolo desidero approfondire la situazione teramana. Questi sono tempi difficili, c'e' crisi e le cose si fanno sempre piu' complicate, ma nel caso dell'Universita' di Teramo c'e' una difficolta' aggiuntiva: il fatto di essere , per lo piu', una colonia romana (fatta eccezione per Veterinaria). A questo proposito vi invito a farvi la vostra idea andando sul sito dell'Universita'. Guardate un po' di curricula del personale nei corsi di laurea di Teramo (tolti quelli che afferiscono a Veterinaria, naturalmente) e controllate dove sono nati o dove hanno studiato (che nel caso di Roma coincidono) o dove hanno fatto dottorato o, per chi e' gia' associato o ordinario, dove erano ricercatori…quanti ne avete trovati che provengono da Roma? Cosa significa esattamente questo? Che a Teramo dall'assegno in su sembrerebbero vincere quasi esclusivamente romani. Quasi che Teramo fosse la porta attraverso cui molti romani, con l'aiuto di altri romani che sono gia' dentro, ottengono di entrare all'Universita', fanno carriera e poi riescono, dopo anni, a tornare a casa.Una conseguenza e' che chi e' a Teramo sembra operare con una logica da ESTERNO.
Se ci pensate bene, infatti, vi renderete conto che se uno deve la sua posizione a un romano rispondera' alle esigenze di Roma e non di Teramo (soprattutto se e' a Roma che vuole tornare). Cioe' tutto quello che fa e fara', le persone che aiutera' (leggete assegni di ricerca, posti da ricercatore, associato e ordinario) saranno finalizzate a tornare a Roma e risponderanno a direttive che da Roma arrivano. Insomma piu' romani entrano piu' ne entreranno, mentre tutti gli interni teramani, tutti gli studenti bravi avranno poche o nulle speranze.Cosa comporta questo, in soldoni, per la nostra Universita'?  Seppure la qualita' della ricerca e' buona (molte delle persone che vincono sono ricercatori di valore, alcuni rinomati nel loro campo), purtroppo si creano una serie di dinamiche sfavorevoli. Quello che si osserva (e che lamentano diversi studenti) e' che molti professori passano pochissimo tempo a Teramo e il risultato e' che:

1. la maggior parte dei corsi sono poi tenuti da dottorandi o assegnisti;

2. i professori titolari dei corsi sono poco presenti nei loro uffici per ricevimento studenti e altre attivita' didattiche;

3. non c'e' interesse a far crescere gli studenti dell'ateneo teramano che risultano bravi e meritevoli;

4. ci sono scarsi o nulli contatti con il territorio e cosi' via…

Tutte queste cose hanno fatto si che nel tempo gli studenti iscritti a Teramo fossero sempre piu' scontenti. Molti si sono trasferiti e la voce si e' sparsa al punto che ora il calo delle iscrizioni e' diventato un problema non trascurabile.
In quest'ottica a rimetterci e' la citta' .Cosa si puo' fare? Forse convincere questi professori capaci, queste persone che spesso sono davvero dei ricercatori di valore, che potrebbe essere conveniente anche per loro investire nella nostra Universita'.Che con un po' piu' di impegno il nostro piccolo Ateneo potrebbe diventare una perla avendo la citta' di Teramo tutta una serie di vantaggi rispetto a Roma. Una perla che sarebbe il risultato tangibile del loro lavoro, magari molto piu' soddisfacente di un posto a Roma 3, in Sapienza o alla Luiss. Insomma impegnarsi a trovare un modo perche' quello che e' un valore aggiunto (cioe' personale docente altamente qualificato) sia un vantaggio per la nostra Universita' invece che un danno. "L'università deve essere focolaio di attività scientifica, vero laboratorio nel quale maestri e scolari collaborano ad indagare nuovi veri e a rivedere questioni già discusse. Così nello studente si educa lo spirito critico e, quel che più importa dato lo scopo speciale che la nostra università ha, lo spirito di ricerca." Agostino Gemelli

 

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Commenti

Beh!! cara simona, potremmo sempre chiedere di essere inseriti nel Lazio e, più precisamente, nella provincia di Roma!!! Scherzi aparte il suo intento di fare dell'Università un caso politico ( nel senso di interesse della collettività ) mi sembra semplicemente geniale; mi chiedo soltanto: on la classe politica che ci ritroviamo dalle nostre parti come si può avere speranza che qualcuno possa interessarsi a cosa di qs. genere che non portano voti entro 3 mesi, non fanno fare presenzialismo continuo e nemmeno sfociano in qualche porchettata nel fine settimana??????? Non vorrei sembrarle disfattista ma mi pare che siamo lontani anni luce nella percezione della nostra clase politica ( TUTTA!!), da un disegno progettuale complessivo che abbia il respiro, anche temporalmente, che vada al di la dell'immediato e che quindi possa interessare chi ci guida.
Gentile Portobello, concordo perfettamente con lei che la politica di oggi sia miope e di breve o brevissimo respiro. La politica del fare senza pensare: basta far vedere che qualcosa facciamo. Solo che personalmente credo i politici facciano cio' che frutta voti. Forse e' ora che ci domandiamo come scegliamo quando andiamo a votare e che ci prendiamo le nostre responsabilita' di elettori. Quando andiamo a votare su cosa basiamo le nostre scelte? Chi e' responsabile: il giullare che soddisfa il pubblico o il pubblico che sceglie il giullare?
@Simona; Tochè..........( direbbero i francesi). Le i ha messo il dito sulla piaga. Chi è causa del suo male pianga se stesso; ma oggi uno non si può scegliere il candidato e si deve sorbire quello imposto dalle segreterie dei partiti ( purtroppo tutti complici come quando si tratta di aumentarsi qualche prebenda ad inizio Agosto); come ne usciamo?????.Forse nel ns. paese se ne esce solo dando uno scossone al sistema attuale grazie a qualche dramma colletivo(Dio non voglia).Saluti.
c'è tanto da scavare nel sistema universitario. nella mia esperienza ho incontrato persone capaci ma sono veramente la minoranza. E' ben noto il metodo di selezione del personale docente, inoltre UniTe è sempre stata colonia romana per la facoltà di Giurisprudenza, mentre sc. politiche è sempre stata colonia politica di una ben specifica area della Sinistra. Basta vedere l'ex Preside di Facoltà! invece Med Vet pare che sia una questione B-B, Bologna Bari!
Non mi va certo di esultare per le cose dette da Simona e ne avrei ben donde. Infatti si lamentano problemi che furono sollevati tanti anni fa dal PCI teramano e abruzzese e fummo chiamati disfattisti. Avete capito che ho un bel po' di anni e mi dispiace dover rivendicare la primogenitura di ciò che viene detto, addirittura con le stesse parole. Fu detto allora:" Cosa volete che vengano ad insegnare dei professori a Teramo, in tutta fretta, con in tasca sempre pronto l'orario ferroviario, con la testa altrove, con interessi culturali maturati in altri atenei, ecc...". Facili profeti. Poi si è visto che l'università di Teramo ha avuto i suoi fasti ( o nefasti ) e la sua visibilità nazionale quando un facondo professore si inventò, teorizzò e realizzò il conio di una nuova divisa, di una nuova moneta, attirando l'attenzione derisoria di tanta gente e, credo, mettendo nei guai il suo paese. Un altro illustrissimo prof se ne va in giro ogni tanto ad esaltare lo stalinismo e denunciare il complotto dell'imperialismo capitalistico mondiale contro i paesi del socialismo reale. Per finire poi con Moccia e la sua folle attività di docente negazionista della shoa. Potremmo occuparci anche di altre cose ma per adesso la chiudo qua.
Gentile Fuoridalcoro il Prof. Giacinto Auriti di cui parla che e' stato l'inventore del SIMEC e' un personaggio di grande spessore. Sulle monete alternative e di quanto le comunita' che le adottano ne beneficiano ci sono molti libri ed esempi concreti. Utilizzate un po' in tutto il mondo (in germania ce ne sono diversi esempi) qui in Italia sono state osteggiate per motivi di interessi personali (non nostri ovviamente) fino a farle diventare illegali. Sono molti gli scienziati capaci che credono in questo tipo di esperienze. Guarda caso sono per lo piu' tutta una serie di economistio che da sempre criticano l'economia neoclassica, quelle stesse teorie che ci hanno portato alla disfatta che viviamo oggi. Stimo molto il Prof. Auriti e come me molti altri (basterebbe farsi un giro su internet per vedere quanti siti parlano di lui). Il fatto che sia stato osteggiato da economisti neo classici e' solo un punto in piu' a suo favore (anche il piu' importante economista italiano soffre di questo problema, ma non credo se ne curi piu' di tanto...;) ). Per il resto vede io credo che Roma garantisca una qualita' alta dei ricercatori perche' con tanti iscritti la competizione e' forte...ricordo i giovani che fecero il concorso di dottorato con me: i migliori hanno scelto Roma! Il punto e' che poi le persone invece di lavorare in loco e portare valore aggiunto a Teramo si disinteressano. E' qui che secondo me potrebbe e dovrebbe agire la politica. Del resto penso che per molti sarebbe piu' attraente l'idea di esser nobilta' in un piccolo regno prospero che plebe nel grande e confusionario impero...