Sotto sequestro la Cava di Garrano

17
marzo
2017
di Giancarlo Falconi

Vi ricordate?
Scrivevamo "
 La denuncia, la segnalazione è arrivata sul tavolo del Sindaco Brucchi, del Comando dei Vigili Urbani, del comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, della Procura della Repubblica, dello sviluppo Attività e estrattive e minerarie.

Chi indagherà sulla regolarità della cava di Garrano?
Avanti, c'è posto.
Nella prima puntata scrivevamo " 13 Maggio 1987. Vista la legge regionale del 26/7/1983 n. 54 ....si autorizza la coltivazione della cava misto ghiaia a Le Piane di Garrano nel comune di Teramo.
L'Art. 3 ricorda che la presente autorizzazione è valida per cinque anni.
Quindi 1987 più cinque 1992.
Sicuramente ci sarà stata un'ulteriore proroga.

Art 4.

Almeno un anno prima della cessazione della attività estrattiva deve essere presentato un progetto di risanamento dei luoghi.
Con un vero e proprio balzo temporale arriviamo al mese di agosto dell'anno 2002.
Quindici anni dopo.

12/08/2002.
Il documento è della Direzione Attività Produttive- Servizio Attività Estrattive e Minerarie- Ufficio Cave e Torbiere.
La sintesi di un verbale ispettivo alla cava di Piane di Garrano.
" ... a seguito di un sopralluogo di vigilanza e Polizia Mineraria effettuato presso la zona interessata in data 12/08/2002, nel corso del quale è stato riscontrato che i lavori di coltivazionesono stati condotti in totale difformità a quanto previsto negli atti progettuali autorizzati, ha elevato relativo verbale d'infrazione ai sensi dell'art. 28 primo e secondo comma della L.R. 54/83.".
Poi si continua con una serie di prescrizioni per eliminare le irregolarità rilevate.
La somma della contravvenzione era poco superiore a mille e 500 euro intestata all'esercente della Cave il signor. Giuseppe Di Eleuterio.

Domandine in calce.
Il Comune di Teramo ha controllato,se per esempio, è stata ripristinata la distanza di rispetto di 10 metri dalla strada comunale?
Il Comune di Teramo ha controllato,se per esempio, è stata rispettata la sagomatura prevista negli atti progettuali autorizzati e il definitivo riverdimento? ennaio 2016.
Esiste la possibilità di una presente deviazione di un passaggio sul crinale del fosso?
Il tutto sarebbe stato autorizzato? 
Sarebbe stato acquistato dalla proprietà della cava? 
Esiste una richiesta di  spostamento e allargamento della strada comunale con taglio di alcuni alberi?
Le motivazioni di tale richiesta? 
Ricordiamo che è fatto divieto di procedere a movimenti di terra e scavi, di costruire discariche di qualsiasi natura, di aprire nuovi percorsi e piste veicolari  se non per l'espletamento delle funzioni di vigilanza e protezione forestale, di realizzare nuove costruzioni non strettamente connesse alla consduzione del bosco entro una fascia di m 100 dai confini con l'area boschiva.
Esiste per caso una richiesta di allargamento in un terreno agricolo attiguo alla Cava?
Esistono dei problemi per i fanghi sottoposti a frantumazione e il vicino fosso?
Sono stati realizzati i terrazzamenti a gradoni previsti?
Tutta la zona non è interessata da nessuna tutela idrogeologica?
A scelta per esempio tra un Vincolo Pai e una zona P2 ( area a pericolosità elevata) di cui si può prendere visione nel decreto Galassi?
Tutte queste aree non possono essere destinate ad ampliamento. Metà Gennaio 2016.
Discarica di Garrano.
Secondo il prg di Teramo si troverebbe nella zona D1.
Zona D1 e denominata artigianale.
Si legge " 
Le zone D1 comprendono aree a destinazione artigianale esistenti e di completamento che, in quanto già urbanizzate, non comportano la necessità di intervento mediante piani attuativi. Sono inoltre comprese in tale zona anche le aree a disciplina pregressa in cui prevalgono le specifiche norme dei piani attuativi vigenti. (c2) Le zone D1 sono destinate agli usi artigianali di cui all'Art.IV.2 punto 6.2. (Funzioni artigianali produttive), che comprendono tutti i tipi di attività artigianale compatibile con l'ambiente urbano, secondo le prescrizioni del Regolamento Edilizio e d'Igiene".

Come si può definire quella zona artigianale se per il D.M del 5/9/1994... elenco dell'industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie, il catrame è presente sia per quanto riguarda la produzione che il frazionamento, nell'elenco dell'industrie insalubri di prima classe?
Si può parlare di zona D6?
"Tali zone sono destinate alle attività produttive incompatibili con l'ambiente urbano, ed ivi gli indici ed i parametri sono gli stessi delle zone D3, salvo necessità di adeguamento a normative specifiche. Sono considerate tali le industrie "di prima classe" di cui all'elenco delle "Industrie insalubri" allegato al D.M. emanato dal Ministro della Sanità in data 5.9.1994, che producono e/o trattano le sostanze chimiche, i prodotti e i materiali indicati nel suddetto elenco. Le suddette attività produttive possono anche essere localizzate all’interno delle zone produttive D3, purché queste non siano adiacenti ad ambiti urbani; in tale caso gli strumenti attuativi dovranno garantire che gli effetti ambientali prodotti da tali attività siano controllati con adeguate tecnologie, che consentano di contenerli all’interno delle zone produttive interessate. Ai fini edificatori si applicano gli indici ed i parametri delle zone D3, salvo necessità di adeguamento a normative specifiche.

Per le "industrie insalubri" esistenti "di prima classe" insediate in zone in cui non sia ammessa la loro presenza è consentito solo il trasferimento".

Chi controlla?
Chi indaga?
Chi risponde? 
  Marzo 2017.
Semplicemente si legge " Immobile sottoposto a sequestro preventivo".
Una prima risposta è arrivata.
tags: La voce

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22:10
— del —
17
marzo
2017
Anonimo
Quindi avevo ragione .?
19:07
— del —
17
marzo
2017
francesco di luigi
Le bugie hanno la gambacorta
16:04
— del —
17
marzo
2017
Geronimo
... per qualcuno la legge è più uguale...

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