ABC

Salviamo Castelli!!! Capitale della Maiolica

12
novembre
2016
di Walter Mazzitti

Castelli è un patrimonio della cultura nazionale e come tale tutti  sono invitati a far sentire la propria voce per ridare vita a questo straordinario gioiello, ai piedi del Gran Sasso d’Italia, duramente colpito dai terremoti del 2009 e del 2016.

Dei duemila residenti dal primo sisma, appena 50 anime sono rimaste nel borgo.
Il centro storico è stato interamente chiuso dopo la terribile scossa del 30 ottobre. Chiuse la scuola, le chiese e le botteghe del centro.
Il Museo della Ceramica, profondamente ferito, è chiuso da sette anni. Delle oltre 30 fabbriche, un tempo tutte operanti all’interno del paese,  è rimasta una bottega antica, dichiarata patrimonio storico, ancora funzionante. È precaria la stabilità del banco breccioso su cui poggia l’intero paese. Castelli rischia di perdere la sua identità legata alla secolare storia dei suoi raffinati maestri ceramisti che ha consentito di narrare fino a ieri, alla propria gente e ai turisti, lo splendore e l’orgoglio di un paesino di montagna la cui celebre tradizione artistica non finirà mai di affascinare. La notorietà di Castelli e della ceramica castellana si deve all’ingegno di  grandi dinastie di artisti, Pompei, Grue, Gentili, Cappelletti, Fuina, creatori, tra il sei e settecento, di uno stile inconfondibile e che regalarono immortalità e splendore ai paesaggi dell’Appennino, alla bella Castelli e ai panorami del Gran Sasso d’Italia. Ma  Castelli è nota anche per una delle imprese più ambiziose della maiolica italiana degli inizi del seicento, ovvero il soffitto maiolicato della chiesina campestre di San Donato, realizzato con oltre 800 mattoni che per la sua impareggiabile bellezza Carlo Levi lo definì  “la cappella Sistina in ceramica”. Grazie ad una rivoluzionaria scoperta negli anni ’80, si è dimostrato che in pieno Rinascimento i prestigiosi maestri di Castelli hanno creato opere di straordinaria bellezza su commissione delle più influenti e ricche famiglie romane, gli Orsini e  i Farnese,  oggi esposte nei più grandi musei del mondo, il Luovre di Parigi, il British Museum di Londra, il Metropolitan di New York e l’ Ermitage di San Pietroburgo. La celebrità nel mondo di Castelli è  caduta nell’oblio.
 
Tra le sue strade regna un silenzio nuovo e indefinibile.
Qui la speranza si nutre dell’idea della resurrezione ma Castelli è sola e ha bisogno del nostro aiuto. L’appello è rivolto a quanti credono nella necessità di prendere parte ad un “Patto per Castelli” volto alla sua rinascita, assumendo da subito iniziative in grado di favorire il  ritorno della popolazione alla normalità, la ripresa delle attività economiche e il rilancio del turismo. È un dovere degli abruzzesi e degli italiani reagire con convinto impegno per restituire ai castellani e all’Italia la  memoria di un grande passato e di un patrimonio di  arte e storia tra i più prestigiosi in ambito nazionale e internazionale.
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10:10
— del —
13
novembre
2016
E
Io una piccola idea l'avrei... ma non saprei a chi rivolgermi per illustrarla.
16:04
— del —
12
novembre
2016
Anonimo
Complimenti Gianfranco, la petizione che proponi e' nobile e soprattutto giusta. Un patrimonio mondiale rischia l'oblio per l'abbandono sia dei residenti , perlopiù artigiani, che dei turisti, i quali davano a questo Borgo l'importanza e la risonanza che merita.
Non saprei come impostare un qualcosa che coinvolga i media e le istituzioni. Se lanci una qualche idea, sappi che mi trovi al tuo fianco.

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