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Colledara: Emergenza Sanitaria Eternit. Il cancro è alla portata di tutti....chi smaltirà?

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una situazione oltre il limite dell'emergenza sanitaria.
I crolli di capannoni, di tetti, coperture hanno portato alla luce un problema gravissimo.
La presenza da decenni dell'Eternit.
Vi ricordiamo che l'osservatorio nazionale sull'amianto ha classificato tutte le malattie che possono essere causate dalla continua esposizione con l'eternit lesionato.
Le parti più pericolose sono le fibre.

" In Italia l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, secondo il D.P.R. 1124/1965 e la tabella delle malattie professionali, recentemente aggiornata con d.m. 9 aprile 2008, entrato in vigore il 22 aprile 2008, riconosce come causate dall’esposizione ad asbesto le seguenti patologie:

a) Placche e ispessimenti pleurici con o senza atelettasia rotonda (j92); b) Mesotelioma pleurico (c45.0); c) Mesotelioma pericardico (c45.2); d) Mesotelioma peritoneale (c45.1); e) Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7); f) Carcinoma polmonare (c34); g) Asbestosi (j61). h) Fibrosi polmonare (j68.4).   Il riconoscimento delle malattie causate dall’amianto nelle liste delle malattie professionali asbesto correlate risale per l’asbestosi nel 1943, per il cancro al polmone, e per il mesotelioma, nel 1994, per le placche pleuriche soltanto nel 2008, delle quali si presume il nesso causale".

Siamo partiti nel nostro lungo viaggio da Colledara dove segnaliamo una situazione disastrosa.
Il Sindaco ha ordinato lo smaltimento di legge ma quanti cittadini potranno coprire i costi?
Quanti decideranno di abbandonare l'amainto in altri posti?
A che prezzo per la salute pubblica?
In molte regioni del nord, gli enti locali partecipano con dei finanziamenti a fondo perduto anche per l'intero importo dello smaltimento.
La salute e la giustizia nel nostro bel Paese non sono tutti uguali.
A voi le foto.
Fate Vobis...














 

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Commenti

È una fortuna che sia arrivata questa nevicata epocale che ha portato alla luce un altro scandalo di questa Italia martoriata. Ma dall'uomo non dalla natura. Edifici abusivi e non di una qualità esteriore e strutturale pari a zero. Una vergogna tutta italiana ed abruzzese (se si considera il centro italia) che fa onore alla nostra sub cultura architettonica. Manufatti realizzati con tutti gli avanzi dei cantieri. I migliori con blocchi di argilla espansa a vista. Troppa spesa l'intonaco. Figurati la tinta... E poi coperture quasi piane in fibrocemento che avrebbero forse retto alla neve 40 anni fa ma non ora che sono infragilite e consunte dal tempo. Ora tutti a strillare di lastre spaccate, con intere zone a rischio sanitario, come se l'asbesto (amianto) fosse un virus, senza sapere che l'amianto potrebbe essere ingerito senza alcun rischio, visto che è un problema per i polmoni. Invece il rischio, non elevato per singolo caso, è determinato dalla concentrazione e dallo stato di conservazione dei manufatti. Quindi è pressoché lo stesso di quello ante nevicata, in quanto le fibre non sono libere ma incapsulate (matrice compatta). Il problema semmai è dato dal degrado delle lastre, a causa dell'azione degli agenti meteorici, che liberano lentamente fibre. Il problema c'è oggi esattamente come c'era un mese fa. Vogliamo, per una volta, fare un salto di qualità e considerare la nevicata come una benedizione, come l'occasione per voltare pagina e fare un po' di pulizia nella nostra sciatta vita? Bravo Giancarlo a sollevare il problema. A fare la vera informazione. Ma va ampliato il discorso alla questione reale. A far sì che si intervenga ovunque, incapsulando (non è sempre necessaria od opportuna la rimozione) le lastre da tutti gli edifici. Non a causa della neve ma perché è giusto così. E lo dovrebbero fare i proprietari che ne hanno la responsabilità, in quanto lo hanno posato, non lo Stato. Lo Stato dovrebbe cofinanziare, obbligare e vigilare. Giancarlo, guardando i fatti da un punto di vista "altro", si può ben dire che non tutti i mali vengono per nuocere.
Da anni in Abruzzo si parla di dare contributi regionali o governativi,per lo smaltimento dell'amianto,i cui costi sono esageratamente alti ma,non essendoci una effettiva concorrenza fra le poche aziende attrezzate ed autorizzate,io ho la netta sensazione che costoro abbiano adottato il sistema di accordarsi fra di loro per tenere alti i prezzi,ragion per cui,alla luce di questi costi,oltre alle cifre proibitive per le relative norme sulla sicurezza,molto ma molto difficilmente, l'eternit scomparirà' dai tetti di Colledara,di Teramo e dell'intero Abruzzo.Speriamo che questi contributi arrivino e finalmente,molti di noi,saranno aiutati ed interessati allo smantellamento delle corpeture in eternit. Catlo
L'emergenza è reale però non possiamo neanche pensare che lo stato paghi certe situazioni .... dovremmo vedere quante rimesse sono legali e quante abusive ... e quante già danneggiate prima degli eventi .... non dimentichiamo che la maggior parte della colpa per la presenza di tali strutture non è dello stato ma dei cittadini... perciò penso che la soluzione non sarà ne semplice ne indolore
Condivido coni messaggi precedenti. Il problema è vecchio e da attribuire ai privati che comunque andrebbero aiutati e obbligati a fare i dovuti interventi.
Nel mio precedente commento delle ore 0,09 ho dimenticato di fare una precisazione che è' la seguente: quando parlo di contributi regionali o governativi,chiaramente mi riferivo ai manufatti o fabbricati regolarmente con tanto di autorizzazioni e concessioni edilizie,certamente tutto quello abusivo,va eliminato ed a spese degli abusivi. Carlo
Ma per le coperture in eternit non c'è una legge? Perchè i proprietari non hanno provveduto alla rimozione? Altro che contributi, solo ingiunzioni a rimuoverle. E il doscorso sarebbe ancora più interessante se affrontassimo il problema di cosa veniva stoccato lì sotto.
E ' lo stato che deve agire , il primo a dire : io mi accollo tutte le spese di bonifica dell'amianto. La bonifica ha dei costi elevati e per questo che i cittadini non collaborano alle spese di smaltimento.
E ' lo stato che deve agire , il primo a dire : io mi accollo tutte le spese di bonifica dell'amianto. La bonifica ha dei costi elevati e per questo che i cittadini non collaborano alle spese di smaltimento.