La cocaina di mia figlia...

11
gennaio
2017

Caro Giancarlo...

Chiara (nome inventato) ha sedici anni.
Va bene a scuola.
Figlia unica, gran sportiva, fisico da atleta, ha tutto per essere una ragazza adolescente teramana di provincia.
I nostri sforzi sono sempre stati di ascolto, di attenzione, di condivisione.
La solita crisi adolescenziale pensavamo fosse stata superata con le solite porte sbattute, i soliti calci al muro o le fughe di venti minuti dall'amica del cuore.
Poi la mia amara sorpresa.
Il suo marsupio e quella sensazione di doverlo aprire per lavarlo, per guardare, per controllare.
Le sigarette non mi hanno sorpreso.
Una madre sa ascoltare l'abbraccio dei capelli, dei panni, del sudore.
Avevo riconosciuto l'odore della nicotina chimica perchè era simile al mio, prima che smettessi di fumare e di lasciare mio marito.
Accanto al pacchetto un microscopica palletta di carta argentata.
Aperta, c'era quella polverina bianca che Saviano definerebbe l'amica di tutti.
Era coca. 
Mi è bastato poco. Sono e rimango una dottoressa.
Ho impiegato una settimana prima di parlarne. 
Non ci furono strane richieste di soldi e questo mi ha preoccupato ancora di più. 
La sua prima reazione è stata di rabbia nei miei confronti per aver aperto il marsupio, poi, ci siamo abbracciate.
Ora ho cercato di allontanarla da Teramo e ha raggiunto il padre.
Almeno per le vacanze di Natale.
Come mi sento come madre?
Una fallita.
L'unico consiglio che posso dare e continuare giorno dopo giorno a parlare con i figli e non dare nulla di scontato.
Mai.
Fatevi definire dei genitori rompi palle, vecchi, ma mai amici o moderni.
Ho sbagliato ad essere amica di mia figlia.
Era più comodo che essere madre.
Io ho fatto in tempo, almeno così amo credere, ma la droga è accanto ad ogni famiglia e può rovinare la vita di tanti ragazzi e ragazze.
Fate attenzione...
 

Lettera Firmata...



 

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15:03
— del —
12
gennaio
2017
Anonimo
Brava mamma che ha voluto guardare e sapere, lei ha fatto un grande passo. Ci sono genitori che preferiscono non sapere e se cerchi loro di far capire in modo delicato che i figli mentono si arrabbiano e non ti rivolgono la parola. Quando capiranno sarà troppo tardi, si inizia a coprire e a perdonare la piccola bugia e poi non si finisce più .
12:12
— del —
12
gennaio
2017
Arturo
Sanno tutti che la droga fa male e continuano a prenderla, sembra che il cervello funzioni solo per mandare a fanculo i genitori.....
19:07
— del —
11
gennaio
2017
Anonimo
Cara signora,
ha proprio ragione, mai dare nulla per scontato, soprattutto quando si parla di figli! Noi genitori ce la mettiamo tutta, ma non è semplice. Prima di essere mamma credevo che dare una buona educazione ai figli bastasse, invece mi rendo sempre più conto che forse non sia sufficiente. Le preoccupazioni ci sono sempre, i problemi uno dopo l'altro, cerchiamo di fare del nostro meglio con la speranza che i nostri figli non prendano strade sbagliate, ma la ricetta "giusta" chi può darcela?
Anche se non la conosco, mi sento di esserle vicina e le dico di non sentirsi sola, la sua battaglia é quella di tutti noi! Un abbraccio
10:10
— del —
11
gennaio
2017
delia villani
carissima signora
siamo in tanti genitori a portare avanti la battaglia della legalizzazione per la cannabis...i giovani nn trovando hascisc calano di tutto,dalla coca,alle anfetamine ai superalcolici che sono legalizzati e che spappolano il fegato ecc.ecc.
e del narcotraffico ne vogliamo parlare????nn legalizzando siamo conniventi.
la cannabis e' addirittura consigliata durante radio e chemio terapia e per le patologie che portano ad una diversa abilita' in progressione......
il problema e' che la coca distrugge il cervello,spacca lo stomaco,rosicchia le fosse nasali....
cara signora tutti i passi che lei ha fatto sono giusti e vedra' che sua figlia ne uscira'...lei nn e' una fallita...i figli sono imprevedibili...nn e' mica sempre colpa dei genitori????
pero' cari genitori ora dobbiamo e possiamo...dobbiamo pretendere che la cannabis venga legalizzata...evitiamo le ipocrisie,una canna e' una sigaretta alla camomilla,cocaina,anfetamina,superalcolici ammazzano...
10:10
— del —
11
gennaio
2017
Marco Mastrilli
Grazie, non dimenticherò le tue parole.
Non mollare, non sei una fallita. Sei una donna con le palle.
10:10
— del —
11
gennaio
2017
Gianna
Buongiorno,
Mi sento di dovere rispondere in quanto figlia per 39 anni, poi diventata madre.
Ho una bimba di 21 mesi.
Capisco il dolore, la delusione ed i perché che rimarranno senza risposta.
Parlo da figlia ora, da figlia che è stata sempre al centro delle attenzioni con una madre molto presente ed un padre preso ad idolo, forse perché molto irraggiungibile, quasi assente.
Sono stata agonista x 15 anni, ho conseguito 2 lauree e, tutti i meriti di: una brava ragazza.
Eppure i 'periodi' si passano, li han passati i miei amici del liceo, qualcuno li ha toccati con mano poi a l università, c è chi ha solo sentito l ebrezza del momento e poi s è tirato fuori, chi invece incontro oggi, a 40 anni, e porta i segni e le ferite evidenti.
Genitori amici, genitori dal pugno duro, genitori e basta.
Non c è una ricetta, purtroppo il sentire, il fare ed il vivere non può essere pilotato.
Cara mamma, hai fatto bene, sei una mamma, ti sei accorta e tua figlia ha voluto tu ti accorgessi.
Io una cosa ho imparato da quando sono mamma, a quante dighe in piena un genitore dovrà cercare di arginare...arginare si, ascoltare si, consigliare si. Esserci sempre, a volte battere i pugni, la ricetta è complicata il risultato non garantito ma alla fine, se si è fatto un buon lavoro, l abbraccio ed il guardarsi negli occhi ci potrà dire ed insegnare tanto. A genitori e figli. Un abbraccio ed in bocca al lupo a Voi 2
10:10
— del —
11
gennaio
2017
Ciro
Dispiace tanto e speriamo si risolva. Grazie, da genitore, di questa testimonianza che fa rialzare il livelo di attenzione.
9:09
— del —
11
gennaio
2017
E
Fate attenzione soprattutto alle amicizie della ragazza è da lì che proviene quella polverina. Bisognerebbe informare tutti i genitori, in fondo sono tutti ragazzi minorenni e sono recuperabili.
8:08
— del —
11
gennaio
2017
Gianni Roveda
Concordo con la madre della lettera. Nessuno si senta immune!

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