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Riduzioni della spesa sanitaria a favore dei privati. Aveva ragione Gianni Chiodi. Chapeau.

2 minuti

Era il lontano 2011.
Gianni Chiodi era il Governatore della Regione Abruzzo e Commissario ad acta per la Sanità.
Scriveva sulla riduzione del tetto di spesa a favore delle cliniche private " Una misura indispensabile al raggiungimento dell'equilibrio di bilancio”. “Nel 2008 e 2009 tali tetti ammontavano ad oltre 160 milioni, e nella maggior parte dei casi sono risultati non sottoscritti dagli erogatori perché ritenuti insufficienti. La mancata firma dei contratti, per rivendicare il diritto ad un maggior finanziamento, aveva come conseguenza diretta quella di alterare i meccanismi di governo della spesa pubblica, riducendo la Regione a mero ente erogatore di prestazioni pagate a piè di lista, con l'aggravante di non poter contestare il fatturato se non in sede di controllo ispettivo.
D'altro canto  la mancata firma del contratto permetteva ai privati di fatturare oltre i tetti stabiliti, adducendo le giustificazioni più disparate. Il mancato governo della spesa sui tetti è stata unaChiodi delle cause all'origine dell'enorme debito pubblico che ha portato l'Abruzzo a conquistare la disdicevole vetta delle regioni italiane in rosso”.


Il Consiglio di Stato ha dato ragione all'ex Presidente Chiodi.
Provvedimenti in linea con le normative vigenti.
Tutte coincidenze il resto.

Il mondo di Pierangeli, i poteri forti, la nuova politica Dalfonsiana sulla visione urbanistica della sanità.
I famosi tetti rialzati con vista sulle cliniche private.
Una questione di panorami.
Quello di Chiodi era troppo rivolto verso le riforme strutturali che a suo tempo definì come " ineludibili per uscire da una crisi economica e finanziaria oltre che politica e sociale. Il prolungamento del presidio governativo sul settore sanitario non è, quindi, una colpa da espiare, quanto un estremo atto di responsabilità, di compimento di un ciclo riformista, che, infatti, ha dato i suoi frutti: da una parte ha consentito il raggiungimento del pareggio di bilancio; dall'altro ha permesso lo start up di indispensabili forme di riorganizzazione di attività e strutture, attraverso la definizione dei fabbisogni sanitari”.

Aveva ragione.
Chapeau.

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Commenti

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Il bello della verità è che prima o poi viene sempre a galla.
Nel caso specifico con grave ritardo, ma tant’è.
Altro dato di fatto è che in campagna elettorale D’Alfonso ha saputo abbindolare gli abruzzesi con supercazzole tali da far impallidire il miglior Ugo Tognazzi, oltre ad aver cavalcato indegnamente illazioni, diciamo pure fregnacce, legate a presunti usi impropri delle carte di credito.
Allora, per coerenza, chapeau anche a D’Alfonso.
No?

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Adesso abbiamo ciò che meritiamo.....D'Alfonso!

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può anche darsi che aveva ragione, però è stato una grande delusione come Sindaco di Teramo e poi come Governatore dell'Abruzzo con tutta la sua "corte" teramana al seguito. Forse la colpa è nostra che ci eravamo illusi di avere finalmente un politico giovane e capace e poi invece è stato più fumo che arrosto, peccato.

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Direi che D'Alfonso è riuscito a fare peggio di Chiodi e non era affatto semplice.

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Come non condividere con il signor Astolfo! purtroppo ci sono ancora persone che li votano, speriamo che il popolo si svegli!!!